venerdì 27 gennaio 2012

Cartelloni abbandonati in strada. Roma è terra di nessuno o di tutti?

Sono sempre più numerosi i rottami di cartelloni pubblicitari lasciati sulle strade di Roma a marcire sotto le intemperie.

E' il segno di come viene vissuto il territorio pubblico: sulle strade si possono mollare carcasse di biciclette, motorini inutilizzati, automobili da rottamare e ovviamente impianti pubblicitari. Perchè per molti (a partire da una buona fetta della classe politica) la strada è terra di nessuno.

L'interesse pubblico, anche l'interesse al decoro, alla sicurezza stradale, alla pulizia delle strade, viene sempre in secondo piano rispetto a quello privato. E così la ditta che non usa più un cartellone perchè troppo vecchio o perchè non più strategico, non pensa minimamente di rimuoverlo. Ma lo lascia lì! "Tanto nun ce dice gnente nesuno"!!

Via Civinini (II° Municipio): abbandonato da quasi 3 anni

Via Plana: completamente corroso dalla ruggine


Via Siacci: al centro del marciapiede senza pubblicità da anni

Ancora via Siacci: aspettano che il vento lo butti in testa a qualcuno?


Circ.ne Trionfale: senza padre e senza padrone

Anche questo è un tema di sicurezza pubblica: cartelli abbandonati che possono cadere al suolo provocando serie conseguenze.

Ma è soprattutto un modo differente di vedere la città: molte, troppe ditte pubblicitarie ritengono Roma un gigante spazio a loro disposizione, per il profitto del singolo, senza alcun ritorno per il pubblico.
E sarebbe a queste ditte che il nuovo Prip vuole affidare i Piani di Localizzazione??? Coloro che sfruttano, usano, violentano il territorio dovrebbero decidere dove e come posizionare i futuri cartelloni di Roma????

A pensarci bene non dobbiamo stupirci. La cura che il Comune offre ai suoi impianti è raccontata dalla foto qui sotto



E' l'esempio che viene dall'alto. E quello contro cui combattiamo ogni giorno. E non smetteremo di farlo!

9 commenti:

  1. L'ultima foto, con la scritta SQPR sgamgherata, riassume plasticamente lo stato della città di Roma.
    Possiamo solo sperare in un "Monti" romano che rimetta insieme i cocci creati dalle ultime amministrazioni, con l'attuale che è riuscita a battere tutti i record di indegnità.
    Basta! Staccate la spina!

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  2. A tutti sarà capitato di salire sul tetto del proprio palazzo e trovare 4/5 antenne abbandonate da anni. Perchè solo a Roma c'è l'abitudine di montare un'antenna nuova senza rimuovere la vecchia! Perchè tutto ciò che è fuori dalla porta della nostra casa è di nessuno! Perfino il nostro condominio può essere oggetto di atti vandalici, di scritte nell'ascensore.....! Vi rendete conto che è questa la malattia del nostro paese??? Senza tornare all'interesse pubblico come interesse privato non ci sarà futuro per noi e per i nostri figli!

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  3. SOTTOSCRIVO OGNI RIGA DI ROBERTO.
    Mc Daemon

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  4. ...e pure di Filippo

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  5. Io ricorderei che la responsabilità non dovrebbe ricadere solo al comune di Roma, ma anche ai vari municipi che dovrebbero gestire meglio il territorio di loro competenza.

    noiroma.blogspot.com

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  6. Eh no Davide, nel caso dei cartelli pubblicitari i Municipi non possono proprio nulla. Al massimo possono sensibilizzare i gruppi locali di Polizia Municipale a segnalare gli impianti in violazione di qualche norma, ma poi la pratica va all'ufficio pubblicità e affissioni del Comune e lì si perdono le tracce.
    Qualcuno ha provato a chiedere un maggior coinvolgimento dei Municipi nel PRIP ma dal quell'orecchio Bordoni non ci sente proprio: non ha alcuna intenzione di mollare competenze e soldi.
    La verità è che sarebbe ora che qualcuno molli lo stesso Bordoni consentendo di ripartire da zero in questo settore e su basi totalmente diverse.

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    1. Se contribuiscono a fare le segnalazioni già sarebbe qualcosa, ma dubito fortemente che lo fanno. Comunque sono d' accordo con te su Bordoni....

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  7. E chi lo doverbbe mollare bordonicchio... il suo nero padrino? La vedo dura...

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  8. Bordoni dimissioni e che la magistratura indaghi. BASTA non se ne può più di questo scandalo senza fine.

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