sabato 31 maggio 2014

Vodafone scappa da Termini! La stazione definitivamente in mano ai bancarellari


L'avevamo detto. L'avevamo previsto, con largo anticipo, che Vodafone avrebbe revocato la sua sponsorship della stazione Termini. Che avrebbe capito che associare il suo nome a un luogo del genere, non solo non favorisce la sua immagine: la danneggia!

Ora ne abbiamo la conferma ufficiale: dopo un rinnovo di qualche mese, la partnership Vodafone-Atac si è conclusa. Ne dà notizia un articolo di Roma fa schifo, che rivela retroscena interessanti su come l'Atac abbia deciso di sottrarre la pubblicità "non convenzionale" alla ditta vincitrice del bando. Con il sospetto di volerne gestire l'affidamento con logiche di spartizione tipiche della cartellopoli romana.

Ma il vero motivo per cui Vodafone ha rinunciato è che lo spazio in cui si trovava il temporary store di Piazzale dei Cinquecento, è così ridotto:



Le bancarelle occupano quasi tutte le banchine. Non era mai successo prima. Sono aumentate nel giro di pochi mesi.

Piazza dei Cinquecento non è più solo un capolinea, ma un vero mercato all'aperto. Qualcosa d'incredibile, d'inimmaginabile in qualsiasi città europea.

Ma qui "semo a Roma". E mentre la Vodafone sigla accordi pluriennali di sponsorizzazione con la metro di Madrid, se ne va da Roma dopo 7 mesi!

E il Comune cosa fa? Apre tavoli di trattativa per "delocalizzare" le bancarelle in periferia. Mica per toglierle o rinnovarle nell'aspetto!

Insomma, più degli sponsor, del decoro, della vivibilità, a Roma contano le lobbies dell'Economia del Degrado.

mercoledì 28 maggio 2014

Cartelloni senza scheda. Il Consiglio di Stato boccia il ricorso delle ditte. Ora la rimozione di 5000 impianti



La valanga di ricorsi si è fermata contro il muro della legge!

Ecco una delle 4 ordinanze con le quali il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso presentato da diverse ditte pubblicitarie contro la delibera 425/13 che stabiliva la rimozione dei cartelloni senza scheda, quelli in sostanza privi di ogni autorizzazione.

La decisione di secondo grado della giustizia amministrativa è arrivata oggi dopo che già il Tar aveva respinto le istanze delle imprese pubblicitarie.

Si conclude qui, dunque, il tormentato iter che cercava di sanare ben cinquemila cartelloni: ci provò per prima la giunta Alemanno che, a poche settimane dalla fine del mandato, approvò una delibera, la 116/2013 che di fatto era l'ennesimo colpo di spugna agli abusi.

L'amministrazione Marino - dopo le nostre preghiere e richieste non sempre gentili - approvò finalmente la delibera 425 che di fatto annullava la sanatoria di Alemanno.
Ma le ditte non si sono arrese, hanno presentato prima ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato. Hanno perso in entrambi i casi.

Ora dunque, non ci sono più scuse per bloccare la rimozione di questi cartelloni abusivi. A quanto ci risulta, circa 1000 sarebbero già stati rimossi o spontaneamente dalle ditte o dal Comune. Ne restano 4000 che dovrebbero sparire entro poche settimane.

Una vittoria della legalità, della quale ci prendiamo parte di merito. Bastacartelloni, assieme a Vas e Cittadinanzattiva hanno contribuito a questo risultato. E proprio l'avvocato Gianluca Piccinni, di Cittadinanzattiva Lazio, è intervenuto ad opponendum, affiancando l'avvocatura comunale contro il ricorso delle ditte.

I magistrati hanno bocciato su tutta la linea la posizione delle imprese: l'hanno ritenuta infondata e addirittura le hanno condannate al pagamento delle spese legali, cosa non usuale.

"A questo punto le ditte rimuovano subito questi impianti - ha dichiarato Marta Leonori - altrimenti il Comune agirà nei loro confronti, rivalendosi anche sul pubblicizzato".



Di seguito alcuni link per chi fosse interessato ad approfondire:

Il comunicato dell'assessore Marta Leonori

L'ordinanza nei confronti della ditta Screen City AdV arl

L'ordinanza nei confronti della ditta Battage srl

L'articolo de Il Tempo che annunciava il ricorso

Il comunicato di Cittadinanzattiva Lazio

L'affermazione alle europee darà uno shock positivo al Pd romano? O vincerà ancora il vecchio apparato?


Proviamo a dare una lettura “locale” della incredibile affermazione del Pd e del trionfo di Renzi che in pochi mesi ha costruito il più grande partito di massa in Italia scommettendo sulla rottamazione della vecchia politica. Ma soprattutto, investendo su una visione di paese che guarda al futuro con speranza, aggredendo la burocrazia, le forze conservatrici che si annidano in ogni settore.

Fin qui, gli slogan del presidente del consiglio che ha trascinato alla vittoria un PD recalcitrante, sospettoso e ancora legato a vecchi schemi ideologici. Anche e soprattutto a Roma.

Nella nostra città i numeri del Pd sono, come nel resto di Italia, impressionanti: 43,1% dei consensi, distanziando il M5S di quasi 20 punti (è al 25%). Ma il Pd capitolino resta, lo sappiamo bene, legatissimo a vecchie logiche di pensiero e comportamento che poco, MOLTO POCO, si addicono al nuovo corso di Renzi.

 


Ad esempio, la lotta alla burocrazia, alle zone d'ombra del sistema amministrativo, politico, sindacale, imprenditoriale che a Roma sono tradizionalmente legate al vecchio PCI-PDS che – pur avendo fatto ottime cose nei 20 anni di governo romano – ha finito per alimentare un circuito malato di connivenze, con una vasta area di economia basata sullo sfruttamento e l'abbrutimento del territorio che definiamo "Economia del degrado": dall'edilizia, al commercio ambulante, alla pubblicità esterna, all'occupazione di suolo pubblico, alla pretesa di fondare il proprio business sull'uso scorretto e illimitato del mezzo di locomozione privato.

Tutto questo ha contribuito a diffondere un'aria di caos, bruttezza e illegalità che ha inciso non poco sul già scarso senso civico della popolazione.

Quello che si chiede al "nuovo" PD a guida Renzi, è di rendersi partecipe del cambiamento epocale di cui Roma ha bisogno, delle sue abitudini, delle sue regole, del suo funzionamento, del suo messaggio rispetto a grandi temi come legalità e DECORO URBANO.

Bastacartelloni crede che la svolta, la vera rivoluzione parta dal concetto di spazio pubblico da tutelare, condividere e rispettare ogni giorno. Non da spartire, svendere o usare a fini privati. A COMINCIARE DAL PARCHEGGIO GRATUITO, vera e propria "religione" che diventa pretesa e "diritto immaginario" (non sta scritto da nessuna parte che lo Stato debba garantire a chiunque parcheggio gratuito, davanti casa o vicino al negozio dove si fa shopping)!

 
 

E continuando, la pretesa di piantare cartelloni, di attaccare annunci, manifesti; di vendere merce sulla pubblica via, collocando bancarelle e furgoni magazzino in doppia fila. Persino la pretesa di scrivere sui muri, ché la "ggente" si deve esprimere.



E se lo fanno i politici imbrattatori (ecco perché forse non vogliono riformare il settore affissioni..), perché non lo possono fare i writers, gli ultrà, i pischelli innamorati, i fasci, i compagni………tutti hanno DIRITTO di sfruttare il bene pubblico a Roma. Da Caltagirone, all'ultimo attacchino, al cartellonaro, al graffitaro.

BASTA!
 
Ricordiamo ai dirigenti del PD romano che hanno vinto le comunali di un anno fa con lo slogan "Cambiamo tutto", che ampi settori della maggioranza in Campidoglio stanno rallentando la riforma della pubblicità. Che non si sta facendo nulla per diminuire il peso del commercio ambulante fuori dal centro. Che la campagna di educazione al decoro, nel programma del sindaco Marino, non s'è più vista. Che la riforma delle competenze dei municipi doveva riguardare la cura degli spazi pubblici e non soltanto delle aree verdi. Che la lotta per la legalità da parte delle istituzioni, a cominciare dalla Polizia di Roma Capitale, è ancora insufficiente. E che decoro e legalità sono i pilastri sui cui si fonda la rinascita di Roma.



Questo il PD romano, secondo noi, non l'ha capito. E si barcamena tra le posizioni avanzate e riformiste dei suoi uomini e donne migliori (assessori, consiglieri, presidenti di municipio), e quelle conservatrici (e maggioritarie) del suo vecchio apparato burocratico.

Cosa farà il Pd romano dopo la vittoria di queste europee? Lo vedremo nelle prossime settimane, da come reagiranno le correnti della maggioranza in Campidoglio. E la vicenda cartelloni sarà un test fondamentale.

 

martedì 27 maggio 2014

Ecco come andrà a finire con i due nuovi cartelloni di Pineta Sacchetti: diventaranno uno solo

Ieri abbiamo riportato la testimonianza vissuta da uno dei nostri associati che ha dovuto assistere impotente all'installazione di due cartelloni 4x3 attaccati l'uno con l'altro. La normativa e il regolamento attuale lo vietano, ma neanche l'intervento dei vigili ha sventato l'operazione.

Sapete perché spesso le ditte piantano i cartelloni così vicini? Perché all'occorrenza si trasformano facilmente in un unico mega-impianto 8x3 che a Roma è considerato illegittimo.

Guardate cosa ha fatto la stessa ditta di cui vi abbiamo parlato ieri, in via Cassia all'altezza del civico 483.


2010: i due impianti appena installati
2014: i due cartelloni sono diventati uno solo

Potremmo farvi notare che oltre al mega-impianto irregolare, vi sono anche due cartelli che prima non c'erano. Ma questa non è una notizia per i nostri lettori.

Quello che volevamo sottolineare è che l'assenza di regole e controlli (come accaduto sabato sulla Pineta Sacchetti) permette a chiunque di violare impunemente le normative. E questo danneggia tutti: la città, gli sponsor e gli stessi operatori che vogliono rispettare la legge.

lunedì 26 maggio 2014

Una ordinaria storia di cartelloni irregolari, di vigili strafottenti, di territorio stuprato. Una ordinaria giornata a Roma

Da uno dei nostri associati riceviamo questo racconto triste ma emblematico. Rappresenta perfettamente la situazione che stiamo vivendo da anni e spiega perché ora più che mai la riforma del settore sia indispensabile.

Via della Pineta Sacchetti, sabato mattina

Sono le 11 di sabato mattina, 23 maggio. Sto percorrendo via della Pineta Sacchetti quando vedo un furgone con 2 operai e il capetto (erano della società Gregor come ho potuto capire in seguito) che stanno montando due giganteschi 4x3 affiancati, a poca distanza dall'incrocio con Via Lardaria, a circa 100 metri dall'ingresso del Policlinico Gemelli. Mi precipito a cercare un parcheggio e subito chiamo i vigili del 14° Municipio. Sono le 11.07. Mi risponde una vigilessa  dicendo che avevano già ricevuto varie segnalazioni per lo stesso motivo e che (testuale) AVREBBERO AVVISATO IL GRUPPO AFFISSIONI LUNEDI 25. Potete ovviamente immaginare la mia risposta: NUMEROSI CITTADINI VI AVVISANO DI UN PROBABILE ILLECITO IN CORSO E LEI MI RISPONDE "che rimandate i controlli a lunedi"??
La vigilessa al telefono sbrigativamente mi liquida ripetendo "noi non possiamo fare niente..richiami lunedi".
Ma non poteva finire così!
Chiamo allora la centrale dei VV.UU parlando a nome dell'Associazione Bastacartelloni, spiegando in breve il ruolo dell'associazione nella formulazione del PRIP e con tono deciso spiego loro la situazione che si sta verificando, insistendo per ottenere un controllo.
 
Non ci crederete...mi ripassano il 14° gruppo e il vigile che mi risponde dice testualmente "che ha chiamato già un sacco di gente per lo stesso motivo". Allora insisto ancora di più esigendo che vengano a controllare. MIRACOLO! dopo 10 minuti, verso le 12.30 arriva una pattuglia composta da un sottufficiale e un agente.


Mi presento e porgo la mano al vigile più anziano che mi guarda come un se fossi un marziano e non mi da la mano (annamo bene..).
Il collega più giovane si avvicina al camioncino dei cartellonari e il capetto gli consegna le targhette NBD e un documento di cui sbircio l'intestazione della Gregor senza  ovviamente  poterne leggere il contenuto.
Faccio notare al vigile che i due impianti sono attaccati tra loro (violazione distanze minime tra cartelloni) e che probabilmente, come fatto in altre occasioni, verrà creato un 8x3. Inoltre i due impianti distano meno di un metro dalla sede stradale.
Mi risponde che i VAV li possono elevare solo i colleghi del gruppo affissioni che "oggi non sono in servizio e rientreranno Lunedi 25". Ovviamente non sanno nulla di distanze minime tra impianti, distanze dalle intersezioni e dalla corsia di marcia.


MA NON DOVREBBERO CONOSCERE IL CODICE DELLA STRADA?
ED ECCO LE TARGHETTE, FRESCHE FRESCHE.....
Di fatto si consentono spostamenti di impianti 4x3 e di montarli praticamente attaccati (un nuovo 8x3 in arrivo? Specialità di casa Gregor!) e in violazione palese del Codice della strada.


 
NON E' CAMBIATO NIENTE NELL'UFFICIO AFFISSIONI.
Il vigile più anziano si allontana con le targhette NBD in mano e io lo seguo chiedendogli se si tratta di ricollocazione e si degna di rispondere con un SI biascicato.
Dopo questa pantomima ovviamente hanno finito di montare gli impianti illegali.
I VIGILI  DICONO CHE "ERA TUTTO IN REGOLA"

Il lavoretto terminato

Sindaco Marino, Assessore Marta Leonori, Comandante Clemente questa è ancora l'amara realtà.

venerdì 23 maggio 2014

Cartelloni di Parco Nemorense: prima eravamo in 21, ora siamo molti meno


Cari amici di bastacartelloni,
volevamo farvi sapere che la nostra piccola grande battaglia - iniziata nel 2011 - per far smantellare tutti i cartelloni pubblicitari installati illegittimamente sul perimetro di Parco Nemorense (Municipio II) continua un passo alla volta a dare i suoi frutti. Ora sono stati rimossi altri tre cartelloni e dunque sul marciapiede lato parco ne rimangono soltanto due: uno è l'impianto 0061/AV829/P (che resiste nonostante sia stato sanzionato nel 2012), l'altro è un impianto comunale che, seppure

autorizzato alla collocazione sul perimetro del parco, versa in condizioni di assoluto degrado.


Purtroppo, come abbiamo segnalato nei giorni scorsi, il marciapiede su via Nemorense - appena rifatto - è stato subito rovinato dai buchi delle plance elettorali. Ma questa è un'altra storia.

Noi continueremo la nostra tenace battaglia contro i cartelloni intorno Parco Nemorense sino a quando non sarà smontato anche l'ultimo.

Lorenzo G. per il Circolo Legambiente Sherwood






mercoledì 21 maggio 2014

Nell'attesa di una svolta che non arriva mai, continua lo scempio infinito dei cartelloni pubblicitari


Nell'attesa che vengano rimossi completamente gli impianti abusivi "senza scheda" previsti dalla delibera 425/2013 (che però è di nuovo bloccata da un ricorso delle ditte al Consiglio di Stato);

nell'attesa che il Comune si decida comunque a rimuovere gli impianti IRREGOLARI E ILLEGALI benché autorizzati o "sanati", pagando le rimozioni con i proventi delle sanzioni alle ditte pubblicitarie, in solido con l'inserzionista, come previsto dal Codice della Strada e dal regolamento comunale affissioni;

nell'attesa che il Comune si decida comunque a oscurare gli impianti abusivi e irregolari per tutto il tempo necessario alla loro materiale rimozione (utilizzando i proventi delle sanzioni alle ditte pubblicitarie);

nell'attesa che la proposta di PRIP (Piano Regolatore Impianti Pubblicitari) della giunta Marino/Leonori, venga giudicata dai municipi;

nell'attesa che i pareri dei municipi, vengano trasmessi al Comune, che ne terrà conto per la stesura di eventuali modifiche alla proposta finale di PRIP che verrà portata in consiglio comunale;

nell'attesa che il consiglio comunale voti per l'approvazione del PRIP;

E nell'attesa che si facciano i piani di localizzazione e s'indicano bandi per la gestione dei nuovi impianti (ma su quest'ultimo punto il PRIP della giunta Marino/Leonori è ancora insufficiente).......................

Nell'attesa di tutto ciò, RIMANE LO SCEMPIO DEI CARTELLONI PUBBLICITARI!


Due strade a caso: Via Anastasio II (sopra) e Via Angelo Emo (sotto)






PER QUANTO ANCORA, SAREMO COSTRETTI A  SOPPORTARE?

martedì 20 maggio 2014

Il Prip di Marino è la copia sbiadita di quello di Alemanno. Pochissime le proposte di Vas e Bastacartelloni accolte. E' un piano che regola o regala?



Schizofrenico! E' questo l'unico aggettivo che ci viene in mente per giudicare il comportamento della giunta Marino/Leonori in tema di cartelloni.
Da una parte annunciano un percorso sacrosanto, condivisibile e di profonda riforma del settore. Dall'altra, però, presentano un Piano Regolatore che questi obiettivi non li indica proprio e soprattutto non spiega come arrivare al risultato.

Insomma il Prip, pubblicato in questi giorni, non è affatto in linea con quanto dichiarato dall'assessore Leonori solo il 5 maggio scorso.

Il tema fondamentale è che questo documento non stabilisce come attuare concretamente le proprie prescrizioni. Esattamente come faceva il testo di Alemanno! Se non si prevedono dei tempi, delle regole e delle sanzioni chi mai applicherà le norme previste nel piano?

Altro motivo di delusione deriva dal mancato accoglimento dei suggerimenti che erano stati presentati da Vas e Bastacartelloni con una corposa proposta. Si tratta di diverse indicazioni che perfino gli uffici e i tecnici comunali avevano ritenuto sagge e opportune.

Non vi sono poi accenni ai bandi di gara, né ai servizi che la cartellonistica può e deve offrire (bike sharing, arredo urbano, etc).

C'è qualcosa di buono? Sì qualcosa c'è e si trova soprattutto nelle modifiche proposte al Regolamento (la famigerata delibera 37/2009). La principale riguarda il riconoscimento della scadenza al 31 dicembre 2014 di tutte le autorizzazioni attualmente in vigore (una vecchia battaglia dell'arch. Bosi ora sposata ufficialmente dal Comune).

Ma vediamo nel dettaglio quali sono i punti che deludono maggiormente:

1) trasformazione del vecchio "Schema normativo" in "Norme Tecniche di Attuazione". Si tratta di una prescrizione di legge che dunque non poteva restare inascoltata. Come è stata realizzata? Aggiungendo una frase che stabilisce che entrano in vigore con efficacia immediata alcune disposizioni.

Ma a che serve scriverlo se non si stabiliscono contestualmente le sanzioni? Nella nostra proposta si descrivevano nel dettaglio i tempi e chi avrebbe dovuto rimuovere i cartelloni non più consentiti.
Nella proposta presentata da Marino/Leonori invece il nulla! Esattamente come quella di Alemanno/Bordoni.

2) Zone e sottozone: il vecchio Prip di Alemanno stabiliva gli ambiti territoriali di applicazione con un criterio tutto suo. Noi chiedevamo che fosse adeguato a quanto stabilito dal PRG (estensione della città storica anche all'Eur). Ma in nuovo Prip di Marino non ha accolto la nostra proposta e questo rappresenta un colpo per il bellissimo quartiere dell'Eur che continuerà a essere considerato periferia.

3) Avevamo chiesto di salvaguardare il perimetro Unesco da tutta una serie di impianti, tra i quali le paline con orologio (oscenità unica nel mondo occidentale), ma sono state mantenute.

4) Ci sembrava logico dividere la città in 15 ambiti territoriali, quanti sono i nuovi Municipi. Lo stesso dirigente dell'Ufficio Affissioni aveva condiviso la nostra proposta. Ma nel Prip di Marino vengono disegnati 7 ambiti. Con quale criterio resta un mistero!

5) Rimane la possibilità concessa alle ditte di redigere i piani di localizzazione (cosa che avevamo escluso categoricamente).

6) Vengono eliminati i formati 4x3 e 1x1.40. A prima vista sembrerebbe positivo, ma se si considera che al posto di un 4x3 ci saranno due 3x2 l'impatto visivo sul territorio sarà peggiore.

E questo per citare solo alcuni aspetti, tralasciandone tanti altri che sono comunque altrettanto gravi (pubblicità sulle edicole, nei mercati rionali, etc).

Non resta altro da fare che tirare le somme "politiche" di questo Prip: al Comune continua il braccio di ferro tra chi spinge per trasformare Roma in una città moderna e chi vuole che resti nel medioevo della cartellonistica.
Da una parte la Leonori parla perfettamente annunciando obiettivi eccellenti. Dall'altra, forze trasversali hanno deciso di prendere il testo di Alemanno, dargli una rinfrescatina e pubblicarlo.
Ma allora perché aspettare tutti questi mesi? Si poteva e doveva fare subito, nei primi 100 giorni di mandato.

Onestamente da questa Giunta ci saremmo aspettati molto di più. Il dialogo c'è stato e questo lo riconosciamo. Ma se il risultato è un documento Alemanno Style allora "aridatece er puzzone"!



Per una disamina tecnica e approfondita del testo del Prip, vi invitiamo a leggere questo articolo pubblicato sul sito romano di Vas, dall'arch. Bosi

Per scaricare il nuovo testo del Prip, cliccare qui (il Piano inizia a pagina 4).

lunedì 19 maggio 2014

Congelare gli spostamenti di cartelloni. Sarebbe un segnale di cambiamento ma per ora......

Gentile redazione di Bastacartelloni, tralascio i complimenti di rito. Nella notte è stato installato in via val Maggia l'impianto di cui vi allego foto. Che voi sappiate esiste una qualche moratoria per cui l'installazione è irregolare? L'impianto è comunque attualmente privo di etichette identificative.
Grazie in anticipo per l'attenzione 


Umberto F.

Il nuovo cartellone in via Val Maggia, privo di targhetta identificativa

Ringraziando Umberto per la segnalazione, rispondiamo a lui e agli altri che lo stanno chiedendo in queste ore che al momento non esiste alcun provvedimento comunale che blocchi la ricollocazione o gli accorpamenti di cartelloni.

Nei giorni scorsi, diversi lettori, nei commenti sul blog e con alcune email ci hanno sollecitato a chiedere all'assessore Leonori una "moratoria", così come fece Alemanno nel 2011, spinto proprio da noi.

Sia da Bastacartelloni che dall'architetto Bosi, a nome di Vas, è stato chiesto di congelare la situazione almeno fino all'approvazione dei piani di localizzazione. La cosa non sembra essere ritenuta necessaria in Campidoglio. Forse perché puntano ad una riforma profonda del settore? O perché le forze conservatrici che tentano di salvare il salvabile continuano a contare molto?

venerdì 16 maggio 2014

Domani, sabato 17 maggio, torna il Decoro Day. Gli eroi del 13° Municipio di nuovo all'opera per la città

Dopo una pausa di alcuni mesi, riprende una delle più sane abitudini cittadine che Roma abbia conosciuto in questi ultimi anni: il Decoro Day.

Casalotti: un momento della 14a edizione del Decoro Day

Nata dall'iniziativa di un gruppo di abitanti dell'ex 18° Municipio, stanchi di vivere in mezzo a scritte, sporcizia, manifesti abusivi, microaffissioni illegali, verde abbandonato, la giornata del decoro è diventata una consuetudine per molti, durante la scorsa legislatura patrocinata anche dall'ex presidente del Municipio, Giannini.
Un sabato mattina da passare in modo diverso, fattivo e utile per tutti.

Da pochi giorni, il gruppo ha anche una propria pagina Facebook che potete trovare cliccando questo link e aggiungere ai vostri amici.

Dunque, non mancate domani per la ripresa dei lavori di volontariato. L'appuntamento è alle

ore 10.00
piazza dei Giureconsulti
Sabato 17 maggio
per il nuovo Decoro Day


Bastacartelloni aderisce e siamo certi che i nostri simpatizzanti non mancheranno di partecipare.

La raccolta di sporcizia al Parco del Pineto



giovedì 15 maggio 2014

Altro che street art: le banchine della metro Valle Aurelia devastate dai graffiti


Abbiamo visto che le condizioni dell'area antistante la metro Valle Aurelia, dopo le pulizie "straordinarie" di aprile, non sono migliorate. Ma se è per questo, le banchine dei treni, non sono mai state pulite.



Evidentemente, al personale addetto alla sorveglianza, ad Atac e Roma Metropolitane, va bene così!


mercoledì 14 maggio 2014

Valle Aurelia devastata dai graffiti: altro che street art!


Ieri la notizia che alla stazione metro Spagna sono stati ultimati degli affreschi di "street art" ad opera di artisti francesi con lo scopo di "riqualificare un ambiente urbano di grande afflusso e transito, rendendolo così anche luogo partecipato e veicolo culturale." 

Da qualche mese un susseguirsi d'iniziative di promozione della street art in ogni municipio, dal VI all'VIII. Anche il movimento Retake Roma si sta facendo portavoce d'interventi di riqualificazione creativa in giro per la città. Molto bene. Siamo da sempre a favore della street art quando realizzata con metodi legali

Ma siamo al contempo esterrefatti: dal centro alla periferia, i vandali graffitari hanno mano libera e stanno distruggendo interi quartieri: su questo, è calato il silenzio delle istituzioni. Peggio: si è ingenerato l'equivoco che vandali e street artists, pari sono. Anche grazie al colpevole sostegno di certa stampa e politica che vive ancora nel mito dei "muri puliti, popoli muti" tanto caro alla veterosinistra, come alla vecchia destra.

E così, non si fa più caso a quartieri completamente imbrattati dai graffiti, che oramai neanche si cancellano più. La gente si è abituata, non conviene - secondo alcuni - spenderci dei soldi e magari fare anche educazione sul tema. Ovvero distinguere tra l'arte urbana inserita nel giusto contesto, e le scritte o i disegni che pur se fatti bene, costituiscono un vero e proprio atto di vandalismo.

Ritornando all'argomento iniziale, parliamo di stazioni della metropolitana. E' noto che a Roma sono devastate dai graffiti. Persino il regista Paul Haggis ha deciso di girare le scene del suo prossimo film ambientate nella New York degli anni '80, a Roma (dove in parte è realmente ambientato): quale set migliore, visto che solo a Roma le metropolitane sono piene di graffiti come quelle americane fino agli anni '80. Si da il caso che siano passati 30 anni e noi stiamo ancora lì.

Prendiamo l'esempio della stazione Valle Aurelia. Da sempre interessata dalle scorribande dei graffitari. Inserita in un contesto da incubo, tra cartelloni, manifesti, insediamenti abusivi. E nonostante ciò, tra le più frequentate dai turisti che alloggiano tra l'Aurelio e Boccea. Ne avevamo già parlato a luglio dell'anno scorso, con un reportage dal sapore letterario. Ci siamo ritornati a settembre, per notare che gli insediamenti erano stati sgomberati. Ma lo scempio dei graffiti (e dei cartelloni) rimaneva intatto.

Questo aprile, in vista della canonizzazione dei due Papi, siamo andati a controllare la situazione: identica al luglio 2013. Abbiamo fatto le foto, scritto al minisindaco Mancinelli, pubblicato un'anteprima su Facebook, preannunciando un articolo. Poi, sopraggiunte le notizie sul Piano regolatore degli impianti pubblicitari, abbiamo rimandato l'articolo. Ricominciamo da lì. Con una serie d'immagini riprese alla metà di aprile.






E dentro alla stazione....





...devastazione totale. Come se non ci fosse alcun tipo di vigilanza!

Stupefatti, abbiamo scritto al presidente Mancinelli che governa il territorio nel quale ricade la stazione.

Qualche giorno dopo, anche in previsione del grande afflusso dei turisti attesi per la beatificazione dei Papi, Mancinelli ha disposto la "pulizia straordinaria" della stazione metro A di Valle Aurelia.

Ieri siamo andati a vedere i risultati di quella pulizia. Eccoli







Non un granché come pulizia, vero?

Domani vedremo gli interni della stazione. Ringraziando gli "artisti" che li hanno ridotti così.