lunedì 31 marzo 2014

La mozione contro i cartelloni irregolari approvata anche in IV° e VII° Municipio. Adesso avanti gli altri

Si tratta di una mozione redatta dall'architetto Bosi di Vas e sostenuta da diverse realtà cittadine, tra le quali la nostra Associazione. Vi avevamo raccontato della bocciatura in III° Municipio per la quale abbiamo duramente criticato la maggioranza di centro-sinistra.

In queste ultime ore, invece, le buone notizie arrivano dal VII° (ex X°) dove la mozione è passata all'unanimità (e la sola astensione del consigliere Laddaga). E' andata bene anche in IV° dove la mozione era stata presentata dal gruppo dei 5stelle.

Clicca qui per il testo completo della mozione approvata in VII° Municipio e qui per il testo approvato in III°.

Un tratto di via Tuscolana, X° Municipio, soffocato dai cartelloni

Dunque, assieme al XIII°, sono già 3 i Municipi che hanno espresso parere favorevole. Per chi non avesse tempo di leggere l'intera mozione, i consigli municipali stanno impegnando i loro presidenti ad attivarsi fin da subito per mettere un freno alle irregolarità della pubblicità esterna, senza attendere la riforma del settore promessa dal Campidoglio e che - come sappiamo - stenta molto.

Una volta ottenuta dagli uffici comunali la banca dati dei cartelloni, i presidenti potranno chiedere ai corpi locali dei vigili di sanzionare quelli irregolari e esigere la rimozione di quelli installati in zone verdi o vincolate.

Piccoli segni che vengono dal basso e che dimostrano quanto una parte, una larghissima parte, della cittadinanza romana e anche della classe politica sia sensibile al problema e chieda a gran voce che venga affrontato e risolto una volta per tutte.

Via Grotta di Gregna, IV° Municipio

venerdì 28 marzo 2014

La stazione Termini-Vodafone è ridotta a un mercatino a cielo aperto. E ora l'Atac pretende che altri sponsor paghino per vedere associato il proprio nome a scenari simili...

E' di pochi giorni fa la notizia che l'Atac starebbe cercando nuovi sponsor per le fermate della metro. In cambio dell'investimento, lo sponsor vede riconosciuto il suo nome su mappe, banchine, pensiline, elementi di arredo e quant'altro. Sul modello della stazione Termini al quale è stato aggiunto il nome di Vodafone da settembre. Ma come avevamo denunciato qui mesi fa, la pubblicità della multinazionale inglese viene fagocitata nel degrado di Piazza dei Cinquecento, a suo tempo invasa da banchetti e camion bar.

A marzo, la situazione è peggiorata. Le bancarelle sono triplicate, vendono merce di qualunque tipo, dai profumi agli oggetti per la casa e, come detto, si trovano sui marciapiedi di attesa degli autobus.

Con somma felicità di chi detiene quelle assurde concessioni e nel silenzio complice delle istituzioni comunali e municipali. 

GUARDATE IN CHE CONDIZIONI SONO RIDOTTE LE BANCHINE DEGLI AUTOBUS....







mercoledì 26 marzo 2014

Prip: la Commissione Commercio rinvia a maggio. E nel frattempo finge inutili test

La seduta di questa mattina della commissione commercio è stata la prova che parte della maggioranza di centro-sinistra non ha alcuna intenzione di riformare il settore della pubblicità esterna a Roma.

Anzi, con delle scuse e dei pretesti risibili, rimanda l'approvazione del nuovo Piano Regolatore a chissà quando. Il presidente Corsetti, infatti, ha deciso di non finalizzare alcun documento se prima non verrà fatta una sperimentazione in 4 strade e piazze di Roma. In parole povere la Commissione si è domandata se il Prip sia realmente applicabile o se - a causa dei divieti imposti dal Codice della Strada, dal regolamento comunale e da altre norme - crei una gabbia tale che diventi impossibile piantare cartelloni.
E così ha dato mandato ad un gruppo di lavoro di fare un test: andare su viale Marconi in piazzale della Radio, via del Corso e piazza Bologna e provare a metterci i cartelloni secondo quanto stabilisce il Prip. Dopo si deciderà il da farsi.

La decisione della Commissione Commercio di questa mattina è a dir poco folle ed è una scusa per rimandare alle calende greche la riforma del settore.

Anche i meno addetti ai lavori, infatti, comprendono bene che una commissione non ha alcun potere di "sperimentare" sul campo un provvedimento comunale. La commissione commercio, in un mondo normale, avrebbe dovuto dare il proprio parere sul piano presentato in Giunta dall'assessorato. E invece - siccome a Roma non si fanno mai le cose normali - l'assessorato finora non ha elaborato niente e la commissione si è arrogata il diritto di "scrivere" il Piano Regolatore. Prima ha affermato che lo avrebbe fatto in fretta, dando tempi stretti a tutti coloro che volevano presentare osservazioni. Poi ha arbitrariamente riaperto i termini, consentendo a chiunque di chiedere modifiche fuori tempo massimo. E ora si inventa la storia del test in modo da rimandare tutto almeno a maggio.

Inoltre, dopo aver dichiarato di voler accogliere buona parte della proposta presentata da Vas e da Bastacartelloni, oggi ne ha bocciato una componente importante quella sulla zonizzazione, rimandando ad un "approfondimento politico" la parte relativa ai bandi.

Un comportamento schizoide, simbolo della doppiezza di chi predica di volere una città più bella e decorosa e invece fa di tutto per non modificare lo status quo.

E l'assessore Leonori nel frattempo che fa? Dorme? Aspetta che la Commissione rimandi al 2027 dopo aver sperimentato nuove tipologie di pali in titanio e seta marocchina?

Il rappresentante di un'associazione di ditte pubblicitarie ha voluto leggere un articolo (peraltro assai condivisibile) pubblicato su Cartellopoli lunedì scorso sottolineando come i blog attacchino il presidente Corsetti, il quale si è molto risentito per quanto scritto. Ebbene, nella prossima seduta, potrà leggere anche questo articolo. Perché a noi la storia dei rinvii, dei premi alle ditte "storiche di Roma", delle sperimentazioni fasulle non piace per niente. Perché tutto ha l'aria di essere una mossa dilatoria studiata ad arte per arrivare a fine 2014, quando scadrà la gran parte delle concessioni, senza essere pronti e dunque costringendo il Campidoglio a rinnovarle per chissà quanto tempo.

Vuol dire non aver capito nulla di quanto Roma ha chiesto con l'ultimo voto. Vuol dire continuare con la vecchia politica che ha dato la nausea agli italiani. Peggio per chi non l'ha capito!

P.zza della Radio nel 2011: qui sarà fatta la sperimentazione??
Lo stesso spartitraffico nel 2012 dopo le nostre denunce


martedì 25 marzo 2014

Marconi, dopo le rimozioni, le ricollocazioni: ditte storiche all'attacco

Non abbiamo fatto in tempo a cantare vittoria per le rimozioni di Viale Marconi e Piazza della Radio, che subito le ditte storiche ci hanno già reinstallato i loro impianti già rimossi dal Comune!

Cominciamo dal giardino ad angolo con Via Oderisi da Gubbio: un mese fa circa era stato rimosso l'ultimo cartellone. Il panorama era libero.


Oggi si presenta così.


Una ditta storica ci ha piantato un 4x3 nuovo di zecca. O quasi....


...vedete lo spartitraffico qua sopra? Nel 2012 c'era questo cartellone....


Oggi è ritornato e con lui tanti "amici 4x3" della stessa ditta che li sta piazzando in tutta Roma.



Siamo a Piazza Meucci. Questo cartellone prima non c'era. O meglio....



...c'era, ma lo avevano rimosso! E con lui tanti altri cartelloni.

L'operazione, finanziata dal Comune sull'onda della tragedia che vide uccisi due ragazzi contro un cartellone abusivo, costò la bellezza di UN MILIONE DI EURO stanziati coi fondi del bilancio comunale.

E oggi che fanno i cartellonari delle ditte storiche? Ripiantano i cartelloni. Come questo..


..che si trovava poco più avanti sul prato.


Lo avevano rimosso. E' ritornato.

E mentre al Comune si discute all'infinito per decidere quali emendamenti apportare al Piano Regolatore, le ditte storiche si riprendono la città. Tanto sanno che una parte della giunta sta dalla loro parte e li vorrebbe premiare con il rinnovo eterno delle autorizzazioni.

E loro, infatti, si portano avanti con il lavoro!

domenica 23 marzo 2014

Nel terzo municipio i cartelloni vanno bene così! Parola della maggioranza di centro-sinistra

Paolo Marchionne, presidente del 3° Municipio

E' piuttosto sconcertante quello che è accaduto martedì scorso nel 3° Municipio. La mozione, presentata dal gruppo 5stelle e scritta dall'architetto Bosi di Vas, è stata bocciata quasi all'unanimità. Si tratta di un provvedimento che avrebbe impegnato il Presidente a chiedere l'estratto della banca dati comunale e - sulla base di questo - a sollecitare la rimozione di tutti quei cartelloni in contrasto con la normativa.

Un atto, insomma, che avrebbe anticipato quanto avverrà comunque a partire dal 1 gennaio 2015, quando scadrà la gran parte delle concessioni/autorizzazioni.

E parliamo proprio del Presidente Marchionne che in campagna elettorale mostrò molto interesse sul tema cartelloni. Nel suo programma scrisse tra l'altro: "Nel nostro territorio le aree verdi sono disseminate di impianti di ogni sorta (...). E' necessario operare un piano regolatore con la rimozione o la scientifica ricollocazione di tutti gli impianti infelicemente piantati su aree verdi".

Ebbene, quando finalmente si è prospettata l'occasione concreta di fare quello che avevano dichiarato poco prima del voto, Marchionne e la sua maggioranza si sono tirati indietro? E lo hanno fatto solo perché la mozione proveniva da un gruppo di opposizione, cioè il 5stelle?

Bastacartelloni lo ha chiesto ufficialmente con una lettera indirizzata al presidente del 3° Municipio. Vedremo se e cosa risponderà.

Per ora resta solo l'amarezza di dover constatare che in questa città non si pensa mai al bene comune, alla legalità e al diritto ma solo alle appartenenze politiche e agli schieramenti.

Sul sito romano di Vas - Verdi Ambiente e Società, è raccontata per filo e per segno la strana mattinata dello scorso 18 marzo in 3° Municipio, cominciata con il malore di un consigliere, proseguita con le deliranti dichiarazioni di un funzionario della Polizia di Roma Capitale (secondo il quale il 90% dei cartelloni della zona sono regolari) e finita appunto con la bocciatura della mozione.

In risposta a quanto dichiarato dal funzionario, bastino queste tre foto di tre diverse zone del Municipio. Se tutto questo è regolare allora..........!

Porta di Roma: davvero è tutto regolare?
Via Prati Fiscali: anche qui tutto normale!
Via Renato Fucini: bell'esempio di regolarità!

venerdì 21 marzo 2014

Provate voi a capire quale codice fa fede per il nuovo cartellone installato a Via Pinciana. E le ditte vorrebbero mantenere in eterno questo caos...



Ecco il nuovo cartellone spuntato sui marciapiede di Via Pinciana, accanto a Villa Borghese.


Sorvolando sull'opportunità o meno (la seconda..) di concedere alle ditte ulteriori spostamenti e installazioni, concentriamoci sul codice - pardon - sui TRE CODICI diversi applicati sulla cornice dell'impianto.


Il primo a sinistra, sotto alla dicitura "Comune di Roma - VIII dipartimento Affissioni e Pubblicità" riporta il protocollo di "adeguamento" dell'impianto, dal quale capiamo che non è (o non dovrebbe) essere un impianto abusivo o sanato "a posteriori" con l'autodenuncia e il pagamento di un'indennità pari al C.I.P. - Canone d'Iniziativa Pubblicitaria (vi state già perdendo, eh?...), ma di quelli che facevano parte della "procedura del riordino" (una sorta di censimento di tutti gli impianti autorizzati, in procinto di essere installati o per il quale era stato richiesto il nullaosta del Comune ma che, nel frattempo - sentite qua - le ditte avevano già installato, il tutto a partire dal '94 e conclusosi dopo varie proroghe nel 1997, senza esito, fino all'approvazione di una delibera-sanatoria della giunta Alemanno, parzialmente revocata dalla giunta Marino).

E questo era SOLO il primo codice....

Il secondo e il terzo codice riportano invece l'identificativo dei due impianti pre-esistenti "accorpati" in uno solo. Visto il formato dell'impianto, pensiamo si trattasse di un paio di transenne parapedonali (eh già che qui a Roma non c'abbiamo mica il tradizionale arredo urbano di Parigi, Londra, Madrid, Berlino...).

Detto ciò, immaginate voi un vigile o un semplice cittadino che volesse controllare quei codici o sapere se sono validi, quando sono stati rilasciati, quando scadono, etc. etc. ....un compito pressoché impossibile.

Ad oggi non c'è un modo per verificare l'esatta posizione degli impianti, la loro autorizzazione, l'effettivo rispetto della normativa e delle concessioni-autorizzazioni del Comune (altro discorso...).

E pensare che proprio in questi giorni, Roma Capitale è stata insignita del premio "Smart Cities":

"Un riconoscimento all'Amministrazione capitolina per i progetti hi-tech, a servizio dei cittadini, che hanno contribuito a fare di Roma una delle città italiane più smart."

Eppure sono anni che si parla di mettere online la mappa dei cartelloni presenti in città....

Non se n'è mai fatto niente. Sarà perché la posizione degli impianti oggi, non la decide il Comune ma l'esercito delle 400 ditte pubblicitarie?

martedì 18 marzo 2014

Approvata in XIII° municipio la risoluzione che chiede al Comune più poteri nella lotta a cartellone selvaggio


Pubblichiamo il comunicato stampa con il quale il XIII° municipio annuncia l'approvazione di una importante risoluzione che rivendica più mezzi e risorse nel contrasto alla cartellonistica abusiva e irregolare nel suo territorio.

Questo è solo il primo atto di una serie d'iniziative che partono dai municipi, con la collaborazione di VAS e Bastacartelloni, per chiedere di ottenere "dal basso" quel ripristino della legalità e del decoro già possibile con l'attuale normativa ma che finora il Comune non è stato capace di garantire.

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Cartellonistica: Accordata dal Consiglio del Municipio XIII una importante risoluzione per il decoro urbano

Il Consiglio del Municipio XIII, su proposta della Commissione Attività Produttive presieduta dalla Consigliera Barbara Ferri, coadiuvata dal vice presidente Enrico Gandolfi, ha approvato una risoluzione per il ripristino del decoro sul territorio del Municipio in merito ai cartelloni pubblicitari.

In attesa che venga approvato il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) che regolamenti i 32.700 impianti pubblicitari censiti fino a Giugno 2010 per un totale di circa 213.000 mq di superficie espositiva, il Consiglio del Municipio XIII ha voluto, con l’approvazione di questo atto, dare un segno importante impegnando la Giunta a compiere degli atti concreti per colpire a norma del regolamento vigente gli abusi che troppo spesso si compiono in questa attività.

Il Presidente del Municipio XIII Valentino Mancinelli e l’Assessore alle Attività Produttive, Stefano Zuppello dichiarano:

“Gli impegni che il Consiglio assegna alla Giunta saranno portati avanti cercando la collaborazione del XIII Gruppo di Polizia Locale e delle Associazioni che da tempo sono impegnate su questo tema. Colpire da subito le illegalità che si perpetuano, con l’apposizione dei cartelloni, in zone vietate o dal Codice della strada o dai piani paesaggistici oltre a dare più decoro ai nostri quartieri permetterebbe anche degli introiti alle casse comunali ad oggi evasi. Ci auguriamo che questo atto sia anche propedeutico ad una rapida approvazione in Assemblea Capitolina del nuovo PRIP che riordini tutto il settore”.

L’Assessore alle Attività Produttive                          Il Presidente

Stefano Zuppello                                                   Valentino Mancinelli

Scarica il testo della risoluzione approvata oggi

lunedì 17 marzo 2014

Graffiti ultrà, lo scempio di Monteverde - 2° parte

Continua la rassegna dei muri di Monteverde sfregiati da graffiti, scritte ultrà, minacce politiche.

Via Ozanam

Sempre su Via Ozanam, vicino al circolo del PD


Questi sono i muri delle case popolari di Via Donna Olimpia. Un pezzo di storia culturale della città, distrutta dai vandali ultrà che dicono di amare Roma, ma in realtà la detestano.




Sopra, le pareti dell'ufficio tecnico del municipio XII° (lato Fonteiana).

Sotto, i muri dell'autoparco dei vigili XII° gruppo (lato Abate Ugone)





Ecco dove studiano i ragazzi della Roma bene.....






....e annamo bene! *

* : e poi se crescono nell'indifferenza al degrado e anzi contribuiscono ad aumentarlo, non ci stupiamo.

Graffiti ultrà, lo scempio di Monteverde

Seconda parte del viaggio nel degrado di Monteverde. Questa volta ci soffermiamo sulle scritte sui muri, una piaga che distrugge l'aspetto di Roma e che a Monteverde ha di nuovo raggiunto livelli critici. Non c'è parete libera dai graffiti, dalle tags e dalle scritte ultrà.

Circ.ne Gianicolense angolo Piazza S. Giovanni di Dio
Queste ultime, in particolar modo quelle della Lazio, sono comparse a decine, dalla vittoria di Coppa Italia del maggio 2013: è quasi un anno che i muri sono imbrattati!

Via Ozanam: scritta commemorativa e cartelli vendesi abusivi
In verità, qualche scritta l'avevano cancellata, ma poi è ricomparsa e, nello stile romano, è stata lasciata. Come dire: tanto vincono loro e poi, alla fine, che ce frega?

Solito mosaico di adesivi dei traslocatori sugli stipiti

A Parigi quelle scritte le cancellavano il giorno dopo a Roma....no.

Cartoline da "La Grande Bellezza" di Monteverde


Scritte sui muri, adesivi abusivi e....



...foreste di antenne televisive con annessi cavi a penzolone.



Via Fabiola: scritte ultrà e cartellone in divieto.


Tutto normale? Mica tanto. Ci troviamo a qualche metro dalla sede del XII° municipio.

E cosa dicono i consiglieri, gli assessori, il presidente Maltese, di questo scempio, di questo degrado, di questo abbandono? Noi li stiamo provando a sensibilizzare, sollecitandoli a intervenire.

Fine prima parte - continua...

sabato 15 marzo 2014

La grande bruttezza e la piccola delinquenza: il mercatino del rubato all'Ostiense

In pieno giorno, a piazzale Ostiense, di fronte la stazione della Roma-Lido. Decine di venditori di oggetti rubati o recuperati dai cassonetti.

Uno spaccato di degrado come non si vede da nessun'altra parte del mondo occidentale. Eppure basterebbe poco: il controllo di una pattuglia dei vigili, della Guardia di Finanza. Ma ........ niente! Così si alimenta solo la microdelinquenza che ormai è del tutto impunita, in una città dove perfino il presidente del Tribunale Penale si è arreso, affermando che piazzale Clodio potrà perseguire solo i reati più gravi.

E la decadenza del basso impero continua senza sosta!