martedì 22 gennaio 2013

Una gita in bici ai bordi del parco di Veio

Bici e parco: due parole che lasciano immaginare spazi verdi, aria buona, ambiente tutelato. Ma a Roma non è così. Tralasciamo la gravità della situazione delle piste ciclabili (siamo agli ultimi posti in Europa) e della cura del verde (cura????). Non affrontiamo la questione bike sharing di cui si sta parlando molto in queste ore su Twitter (vi rimandiamo a questo articolo di Malaroma, e a questa ricostruzione di Cartellopoli e del Fatto Quotidiano).
Concentriamoci solo su quello che vede un ciclista come Stefano che ci ha mandato queste foto.

Partito dal 18° municipio in sella alla sua bici, quando è arrivato sulla Cassia non ha potuto non documentare la vergogna cartellonara in un'area che dovrebbe essere protetta.

Cassia, altezza di via Piccinini: un piccolo spartitraffico popolato da cartelloni
Uno di questi è finito in terra, forse sradicato dal vento
Nel 2008, prima della famigerata Delibera 37, ovviamente su quello spartitraffico di cartelloni non ce ne era neanche uno.

Lo spartitraffico nel 2008, preso da Google Maps


E poi proseguendo sulla Cassia, altezza Torre di Spizzichino, ecco lo spettacolo indecente, con mille impianti irregolari (l'immagine è un pò sfocata ma rende l'idea).


E lo chiamano Parco.

5 commenti:

  1. Debbo far presente che le prime 2 foto riguardano la situazione esistente all'incrocio della via Trionfale con via Vittorio Piccinini, che é ben al di fuori del perimetro del Parco di Veio, ai confini del quale ricadono invece sia il tratto della via Cassia all'altezza del suo incrocio con via V. Piccinini che quello più a nord che va dal Km. 14,600 al Km. 16.300 dove risultano tuttora impunemente installati sul lato opposto del confine del Parco di Veio (ed ai bordi della ferrovia S. Pietro-La Storta) più di 30 impianti pubblicitari da me segnalati fin dal 10 ottobre del 2010.
    L'articolo dovrebbe essere pertanto intitolato "una gita in bici ai bordi del Parco di Veio".

    RispondiElimina
  2. Ass. Bastacartelloni22 gennaio 2013 09:32

    Ringraziamo l'architetto Bosi per la precisazione. Abbiamo modificato il titolo come da lui suggerito.

    RispondiElimina
  3. MAMMA MIA CHE SCHIFO ALLUCINANTE!

    RispondiElimina
  4. Ok le precisazioni di Bosi ma francamente stiamo parlando di un oceano di melma, non è che cambi qualcosa goccia più goccia meno.
    A stefano, se è in zona roma nord comunque consiglio una bella pedalata a nazzano/tevere/farfa, niente cartelloni, solo verde e tanta aria buona
    Marco1963

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti è un po' che stavo studiando quel percorso, un po' lontano partendo da roma ma non escludo di arrivarci.
      Grazie
      Stefano

      Elimina