giovedì 16 ottobre 2014

Sindaco ecco un quintale di adesivi staccati dai volontari. Ora è il suo turno. Faccia qualcosa! Sabato mattina in Campidoglio con Retake



Migliaia e migliaia di adesivi illegali staccati da saracinesche, portoni, negozi, pali e tutte le altre superfici ormai completamente imbrattate da traslocatori e serrandari che millantano interventi a prezzi d'occasione. Attività per lo più illecite che non solo deturpano ogni centimetro a Roma, ma devastano i parchi e le aree verdi del Lazio.

Quello degli adesivi non è affatto un problema minore. Molti di questi finti traslocatori, infatti, dopo aver svuotato la vostra cantina non portano i rifiuti in discarica, ma li gettano nelle campagne intorno a Roma, trasformando la nostra regione in un immondezzaio (se non ci credete guardate questo video).



Il nostro e altri blog da anni cercano di far capire che gli adesivi sono una cosa da seria. E negli ultimi tempi, i bravissimi volontari di Retake ne hanno staccati a migliaia. Per ripulire la città, per dare un segnale contro l'indifferenza e soprattutto perché ora si attendono un intervento da parte delle istituzioni. Bloccare questa piaga si deve e si può.

Ecco perché sabato mattina siete tutti invitati a partecipare all'evento organizzato sulla scala del Campidoglio. Verranno consegnati ad Ignazio Marino, decine di sacchi pieni di pubblicità irregolare.

Ore 10.00 sabato 18 ottobre
Scalinata del Campidoglio
Roma Città Pulita

Bastacartelloni sarà presente con una propria delegazione per spiegare al Sindaco - assieme agli amici di Retake - le soluzioni possibili (blocco delle utenze telefoniche, sospensione dell'attività, etc).

Chi vorrà, potrà poi proseguire nella mattinata e aiutare gli altri volontari a ripulire via dei Fori Imperiali e la stazione Metro Colosseo.

Guardate cosa ha fatto il gruppo di Retake del II° Municipio nelle martoriate strade commerciali viale Libia e viale Eritrea. Le hanno rese un posto civile e pulito.

Era coperta di adesivi e pubblicità
 
 
 
 
Gli stipiti delle vetrine sono stati ripuliti

Eppure basterebbe che a farlo fossero i commercianti

Noi vogliamo che tutta Roma sia così. E che non debbano essere solo i volontari ad occuparsene. Basterebbe un po' di attenzione da parte dei negozianti e delle istituzioni.

La pagina Facebook di Retake Roma è raggiungibile a questo link
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E tu quanti ne stacchi? Partita la campagna di Retake contro gli adesivi abusivi

E nel quartiere Trieste il traslocatore Antonio trovò chi dice no ai suoi adesivi

Adotta anche tu una strada

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mercoledì 15 ottobre 2014

Da oggi gli ambulanti scendono in piazza per 3 giorni. Rivendicano il diritto ad un commercio sano e di qualità o il diritto a devastare Roma?


Manifestare è un diritto costituzionale. Tutti gli individui e gruppi sociali hanno il diritto di portare avanti le proprie istanze e difendere i propri legittimi interessi. Non siamo quindi a sindacare la possibilità che oggi, mercoledì, e per i prossimi due giorni, lo facciano gli ambulanti romani. Ma tutto sta nelle cose che si chiedono. Esempio: i disoccupati, chiedono di essere riassunti. O che almeno si facciano politiche serie di protezione sociale e di reinserimento in percorsi formativi. Gli imprenditori che si riduca il cuneo fiscale sulle imprese e che s'incentivi ad assumere. Gli ambulanti romani, cosa chiedono?

E soprattutto, come lo chiedono, con quali toni, quali argomenti, quali richieste?

Noi, da cittadini senza interessi nel settore, che vivono quotidianamente lo scempio delle nostre vie, piazze, marciapiedi occupati militarmente da un commercio su area pubblica ipertrofico, legalizzato, con tutte le autorizzazioni del caso, eppure invasivo, degradante, poco rispettoso delle norme, ci saremmo aspettati che finalmente, gli operatori ambulanti, i sindacati, le associazioni di categoria, prendessero la palla al balzo di un amministrazione che sui temi del commercio mostra segni di visione complessiva, a differenza delle precedenti che hanno portato avanti solo gli interessi particolari, per chiedere una riforma del comparto che valorizzi le eccellenze e le potenzialità dell'ambulantato regolare.

Ed invece, purtroppo, ci ritroviamo a leggere e commentare discorsi, comunicati, interviste e piattaforme sindacali che - tranne qualche punto condivisibile - non esitiamo a definire insultanti e offensive per la città.

Cominciamo con l'intervista uscita giorni fa del promotore della manifestazione, Vittorio Baglioni, segretario della Fivag Cisl, che sui quotidiani e siti online esprimeva il "grido di dolore" della categoria.

«Il motivo principale per cui scendiamo in piazza è che questo settore è in completo abbandono da almeno due anni, e invece di fare un’opera di disciplina e regolamentazione si devono solamente rincorrere provvedimenti di allontanamento. Da anni vi sono provvedimenti non concertati con i rappresentanti sindacali. Noi vogliamo solamente essere ascoltati»

Già la prima affermazione ci trova in disaccordo. Il settore degli ambulanti a Roma non è affatto in abbandono. Viene gestito, non da due anni, da trenta-quaranta (forse pure cinquanta) con logiche da consociativismo e clientelismo sfrenato, che hanno permesso al settore di proliferare in maniera disordinata ed eccessiva. In ossequio al potere di ricatto e di influenza politica, che i "bancarellari" hanno a Roma da mezzo secolo. Un potere che fa dire a chiunque, dal consigliere all'impiegato comunale, venga interpellato sulla questione, che quelli è "meglio non metterseli contro, comandano loro, una volta Tizio che criticava un banchetto sulle strisce, è stato minacciato di morte, a Caio lo hanno picchiato sotto casa" e via discorrendo con amenità varie. Chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale, sa che gli ambulanti romani sono persone che non le mandano a dire, e che i boss delle licenze, vedi quella famiglia che ha il monopolio della ristorazione sui camion bar, hanno un peso politico - e quindi elettorale - paragonabile a quello dei costruttori. O almeno sono trattati dai politici di ogni colore, come se questo potere lo avessero.

Insomma, dicevamo del settore in abbandono "da un paio d'anni". Provvedimenti non concertati con i rappresentanti sindacali. Che, nel caso richiamato, sono gli allontanamenti - neanche rimozione, solo allontanamenti! - dai siti monumentali, che fanno parte di quell'opera di disciplina e regolamentazione che lo stesso Baglioni della Cisl ambulanti, lamenta non ci siano.


Su questa e altre affermazioni, contenute nell'intervista, vi rimandiamo allo "stato" pubblicato sulla nostra pagina Facebook.

Passiamo alla piattaforma sindacale della manifestazione che avrà luogo da oggi, fino a venerdì, davanti all'assessorato al commercio.

Indirizzata e sottoscritta da tutte le rappresentanze sindacali e pubblicata sul profilo Fb del segretario della Cisl ambulanti, Vittorio Baglioni.

Proviamo a fare una breve analisi per grandi linee del documento programmatico.

La prima frase che balza all'occhio, è la seguente:

"L’amministrazione di Roma Capitale è silente, se non addirittura connivente, verso una campagna di stampa vessatoria che dipinge questo settore dell’economia cittadina, come uno dei mali della
città additandolo a responsabile del degrado, senza fare alcuna e determinante distinzione fra operatori regolari ed abusivi, indicando tutti semplicemente come “venditori ambulanti”. "


Ecco, di questo non ce n'eravamo accorti, visto che proprio bancarelle e camion bar sono stati "risparmiati" da peggiori tagli e restrizioni, durante l'approvazione del bilancio, grazie a una manovra bipartisan dei consiglieri di maggioranza e opposizione, capitanata dal presidente della commissione commercio, Orlando Corsetti.


Poi gli ambulanti chiedono il ripristino dell'Osservatorio sulle aree pubbliche, previsto nell'art. 33 del regolamento comunale - Deliberazione C.C. n. 35/2006, scritto dalla giunta Veltroni - che ci pare una cosa doverosa e sacrosanta.

Al punto 2) della piattaforma criticano l'aumento dei canoni concessori - dicevamo ridimensionato a luglio rispetto alle previsioni, grazie a un'accordo bipartisan che lo ha congelato in attesa della "mappatura delle postazioni, in arrivo per la fine dell'anno - che rappresenta "un costo non sopportabile per la categoria produttiva da noi rappresentata, che nell’ultimo periodo si e’ ridotta come organico attivo" (anche di questo, non ci eravamo accorti, il numero di postazioni e di operatori, spesso stranieri, che ci gravitano attorno, pare in continua ascesa)

Al punto 3 propongono una serie di modifiche normative e regolamentari: noi sommessamente facciamo notare che lo scoglio principale al rinnovamento e miglioramento del settore sta proprio nell'inalterabilità delle concessioni, sancita dall'art. 3 del regolamento comunale, che prevede il tacito rinnovo delle licenze.

E chiedono, udite udite, la pubblicità nei mercati rionali, cartelloni, insomma. Fattispecie prevista dall'art. 27 del PRIP e sul quale vigileremo.

Al punto 5 a) chiedono "l’utilizzo del logo del Comune di Roma su appositi contrassegni o targhe che evidenzino l’appartenenza e la regolarita’ dell’operatore autorizzato rispetto al cosiddetto abusivo. Ed ancora si auspica un modulo di vendita proposto dalle stesse categorie nel rispetto del decoro cittadino ma anche della funzionalita’ operativa dell’esercizio quotidiano. Si propone infine di delimitare fisicamente tutti gli spazi di vendita con apposita segnaletica o marchiatura orizzontale e verticale."

Su questo, ci troviamo pienamente d'accordo! (un pò meno che il banco-tipo sia disegnato dagli operatori, meglio un concorso d'idee patrocinato dal Comune).

b) OTTIMIZZAZIONE SEMESTRALE DEI POSTEGGI A ROTAZIONE

Paragrafo delirante, nel quale si richiede l'individuazione di "nuove aree di sviluppo per il commercio a Rotazione da parte del Dipartimento, nonostante la citta’ cambi, i problemi aumentino, le soste sono oggetto di trasferimenti coattivi e permangano non operative per moltissimo tempo" sollecitando un intervento in questo senso, dal momento che "il Dipartimento non si e’curato di fornire risposte alle richieste di ottimizzazione avanzate dalle organizzazioni sindacali del settore. Viceversa si è proceduto a spostamenti urgenti adducendo motivi inesistenti e pretestuosi e contraddittori con le motivazioni fornite dalla stessa Amministrazione quando originariamente"

Praticamente, si chiede il rilascio di nuove autorizzazioni /concessioni per gruppi rotativi, che sono poi la tipologia di bancarelle in continuo, apparente, aumento. Insieme ai "posteggi fuori mercato" rappresentano la modalità di espansione principale del commercio su strada.

Si direbbe, già sono troppi, ne volete ancora di più?

Arriviamo al punto principale, quello che - sfidiamo - sarà l'argomento principale sul quale verrà basata - come lo è sempre stato - la comunicazione della categoria.

6) ABUSIVISMO COMMERCIALE

Sono anni che gli ambulanti romani, nascondendosi dietro un vero e imponente e drammatico problema come quello dei venditori abusivi, un'esercito parallelo di disperati (controllati dalla mafia) che invadono le nostre strade e piazze del centro come della periferia, fanno passare il messaggio che l'unico problema sia, per l'appunto, l'abusivismo.

Così non è, visto che a detta nostra e di un movimento crescente di cittadini, blog e associazioni, il degrado è causato parimenti dall'espansione a macchia d'olio del commercio ambulante regolare, ma invasivo e indecoroso nelle forme e nella qualità.

Ma gli ambulanti romani, e le associazioni che li rappresentano, martellano sempre su questo punto, trovano sponda su una stampa romana generalmente pigra e poco attenta alle dinamiche di questo genere di commercio. Si salvano pochi articoli e riflessioni di ampio respiro, come un bellissimo reportage pubblicato dal Tempo.

Ritornando al tema sollevato nel documento unitario, ci teniamo a sottolineare che siamo per una lotta senza quartiere all'abusivismo che danneggia loro come operatori e noi come cittadini.

Solo che non condividiamo la rappresentazione distorta e strumentale che se ne fa.

"Riaffermiamo con forza la necessità di una lotta serrata all’abusivismo commerciale, alla contraffazione e alla concorrenza sleale che sottraggono risorse in primo luogo allo Stato e alle imprese regolari. Abusivi di strada, mercatini non professionali dello scambio, degli hobbisti, delle onlus, Farmer’s Market, mercati a Km zero e iniziative estemporanee a presunto contenuto culturale e ludico. [...]
L’abusivismo commerciale ha raggiunto livelli intollerabili e, incontrollato e subito passivamente dall’Amministrazione, oltre ad essere un problema di concorrenza sleale, esposizione di merce contraffatta, di nessuna garanzia per il consumatore e’ diventato un serio problema di ordine pubblico, di civile convivenza, di degrado urbano. Il tutto mentre si puniscono gli operatori autorizzati cercando di espellerli dal Centro Storico per ragioni di decoro."

Mischiare gli abusivi che vendono la merce sui lenzuoli, con i Farmer's market - i mercatini a chilometro zero autorizzati dal Comune - tradisce una malcelata intolleranza verso chiunque metta a repentaglio con metodi concorrenziali, la fetta di commercio dell'ambulantato romano.

Chiudere poi con l'inaccettabile recriminazione verso gli allontanamenti dal centro storico per motivi di decoro, già sapendo che verranno comunque ricollocati e che già occupano mezza Roma coi loro banchetti a rotazione o fuori mercato, restituisce bene l'immagine di lobby arrogante che se la prende con gli abusivi e poi pretende di essere al di sopra della legge.

Allora, cosa dobbiamo pensare?

Che gli ambulanti manifestino da oggi davanti all'assessorato per chiedere il rinnovamento del settore, ridotto nelle condizioni che vedete nelle foto pubblicate (tutti banchi regolarmente autorizzati), o semplicemente per difendere i loro diritti acquisiti, i loro privilegi, le loro rendite di posizione, senza cambiare né l'aspetto né il numero - e diciamolo chiaramente , un numero sproporzionato, esagerato, eccessivo! - delle bancarelle attuali che si vorrebbero invece aumentare?


Se così fosse, se questa 3 giorni di mobilitazione fosse l'occasione mancata per prendersela soltanto con il Comune che fa rispettare le leggi, ricominciando con la vulgata a senso unico dell'abusivismo solo problema del commercio su area pubblica, ebbene, cari ambulanti, cari sindacati e associazioni di categoria, siamo qui a dirvi che una parte crescente della città, dalla società civile all'informazione locale, ha scoperto il vostro gioco, ha capito che state barando e che non la raccontate giusta. 

E si opporrà con i propri mezzi all'invasione di bancarelle autorizzate che fa sembrare Roma una città del Terzo Mondo. Mezzi democratici e civili, quelli della denuncia pubblica e della sensibilizzazione. Niente a che vedere con le pressioni "forti" che molti vostri colleghi hanno minacciato e, forse a volte, praticato.

Se invece, sarete i primi ad ammettere che le bancarelle sono troppe, troppo grandi, con merce il più delle volte scadenti e inguardabili sotto il profilo estetico, collocate sovente in posti sbagliati, e che tutto questo va riformato mettendo al primo posto la qualità dell'offerta e dell'occupazione (contratti regolari, ricorso maggiore a forza lavoro locale, non solo comunità straniere) e del servizio (rilascio scontrino fiscale), ma sopratutto il rispetto del decoro e della legalità, non solo in centro storico, saremo lì ad ammettere che avete ragione e saremo i primi ad appoggiarvi.

Riforma del settore - con la periodica riassegnazione delle licenze - o difesa corporativa dei privilegi?

A voi l'onere delle prova. E buona manifestazione!

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I numeri dell'ambulantato nelle dichiarazioni del Comune


Le nostre riflessioni sull'argomento:



Le nostre proposte:



martedì 14 ottobre 2014

Tornerò a vedere il cielo? L'appello di un lettore per i mega-cartelloni sui tetti di Corso Francia. La nuova normativa studiata dall'arch. Bosi


Ci scrive Andrea S. che ci invia le foto del "panorama che si gode dalle finestre di casa sua". Due enormi impianti installati sui tetti di due palazzine di Corso Francia mostrano il loro "lato B" agli sfortunati residenti di via Mengotti, via Arrivabene, via Bodio e altre strade sopraelevate rispetto a Corso Francia. Per cui, gli abitanti di quel quadrilatero non possono fare a meno di vedere la ragnatela di tubi innocenti, cavi elettrici e impalcature che sostengono i mega-cartelloni.

Il lettore ci domanda se - dopo l'approvazione del Piano Regolatore della Pubblicità (Prip) - ci siano possibilità che i due impianti vengano rimossi.



Abbiamo girato il quesito all'architetto Bosi, responsabile del circolo territoriale capitolino di VAS (Verdi Ambiente e Società) che ha studiato a fondo la nuova normativa e ha pubblicato un dettagliato articolo sulla questione.

Gli impianti visti da Corso Francia

E' stata l'occasione per fare chiarezza sul complicato groviglio di norme che regolamentano la cartellonistica su tetti e terrazzi. Occorre ricordare, infatti, che la riforma approvata a fine luglio con il contributo delle nostre associazioni, riguarda quasi esclusivamente i cartelloni installati su suolo pubblico e cioè la stragrande maggioranza. Questi impianti verranno, come sappiamo, ricollocati in base ai nuovi piani e assegnati al miglior offerente tramite bando di gara.

Diverso è invece il tema dei cartelloni installati su proprietà privata, come appunto tetti, terrazzi o giardini. In questi casi non si procederà ad assegnarne la gestione tramite bando di gara ma resterà ai condomìni o ai proprietari dei terreni decidere a chi affittare il proprio tetto e a quale prezzo.
Sempre ovviamente nel rispetto del nuovo Prip e del Regolamento.

Secondo l'analisi dell'architetto Bosi, il lettore ha buone speranze che i due megamostri vengano rimossi per almeno due motivi:

1) Il nuovo Prip destina Corso Francia a "sottozona B2", area dove è vietata l'installazione di cartelli su tetti e terrazzi.
2) Il formato di almeno uno dei due cartelloni sembra essere in contrasto con le nuove disposizioni del Prip che prevedono che la base dell'impianto non debba eccedere il 70% della larghezza del prospetto del palazzo. Su questo occorre una verifica, ma a prima vista almeno uno dei cartelli supera i nuovi limiti.

Dunque le ditte proprietarie dei due mega cartelloni dovrebbero adeguarsi alla nuova normativa entro 4 mesi dalla sua entrata in vigore (fine dicembre 2014). E soprattutto alla scadenza decennale dell'attuale autorizzazione non avrebbero alcuna possibilità di rinnovo.

Vedremo se le ditte si adegueranno, smontando o riducendo spontaneamente i cartelli. Se non dovessero farlo, è probabile che gli abitanti della zona si attiveranno attraverso ricorsi e diffide.

Per chi vuole approfondire la questione invitiamo a leggere l'articolo pubblicato oggi sul sito romano di VAS dall'architetto Bosi.



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Costretto a lasciare la propria casa: un cittadino scappa a causa dei rumori provocati dal maxi-cartellone sul tetto

sabato 11 ottobre 2014

Manifesti, cartelloni, sosta selvaggia, scritte vandaliche. Rimaniamo a Trastevere, questa è Piazza Ippolito Nievo

Dopo aver visto Largo da Feltre nel mirino delle trasformazioni - leggasi moltiplicazioni - degli impianti pubblicitari, ci spostiamo di poche decine di metri, a Piazza Ippolito Nievo.

Questa la situazione, pochi giorni fa.


Due cartelloni 4x3 troneggiano sui lavori di asfaltatura, posizionati l'uno accanto all'altro, in violazione delle distanze minime (25 metri) del Codice della Strada.

Rimuoverli? Non se ne parla proprio!

Pubblicità del Comune su un impianto regolare della Sci

Uno degli impianti di una nota ditta storica usati per la campagna sulla differenziata del'assessorato all'ambiente.....evidentemente, dopo le nostre denunce, nulla è cambiato, anzi il Comune ha deciso di aumentare la sua presenza sui cartelloni della scena romana, senza aspettare l'entrata in vigore del PRIP a gennaio del 2015.


Un'immagine quotidiana, davanti al Palazzo delle Ferrovie in disuso.


Ci riferiamo alle macchine parcheggiate sul marciapiede. Mai vista una multa. Speriamo nello street control...


Qui c'è qualcosa che non quadra... la pubblicità del Comune sembra troppo vicina alla palina pubblicitaria sullo sfondo, rispetto ai 25 metri previsti dal Codice della Strada.

Cartelloni e sosta selvaggia, tipico marciapiede romano
A noi sembrano meno di 25 metri, cosa dite?


Qui un altro impianto con la pubblicità del Comune, a poca distanza (meno dei 25 metri stabiliti dal CdS) da una plancia SPQR. E sul cartellone, adesivi e un manifesto abusivo del sindacato UGL.



Auto parcheggiate, da quello che abbiamo potuto vedere, sulla carreggiata, in mezzo alla strada, senza una multa.

E per chiudere in "bellezza", si fa per dire, uno dei manifesti abusivi della Chiesa Valdese apparsi sulle centraline Telecom, condito da graffiti vandalici sui muri in travertino.


mercoledì 8 ottobre 2014

Trasformazioni e ricollocazioni. Ne rimuovi uno, ne mettono 3 della stessa ditta. Succede a Trastevere, zona Pubblica Istruzione


Largo Bernardino da Feltre, febbraio di quest'anno. Avevamo denunciato la presenza dei cartelloni abusivi e illegali nel cantiere di riqualificazione.

Prevedendo che senza un intervento dei cittadini, quei cartelloni ce li saremmo trovati nella piazza riqualificata.

E visto che noi di Bastacartelloni qualcosa possiamo fare, ma per i miracoli, approvazione del PRIP esclusa, ci dobbiamo attrezzare, il connubio ditte storiche/uffici capitolini, ha avuto la meglio.


Qui sopra l'aspetto di Largo da Feltre a giugno. Sotto, quello attuale.

Ottobre 2014

A fronte della rimozione dell'Odp abusivo, dell'indicatore di parcheggio della Clear Channel (non è più consentito parcheggiare al centro della piazza) e dello spostamento di alcuni parapedonali (ricomparsi nelle strade limitrofe), il cartellone dell'Esotas - dopo una breve rimozione - è ritornato allo stesso punto, ma con un formato minore: adesso è un 3x2.



Il motivo della riduzione è presto spiegato: le ditte stanno adeguando i loro impianti al nuovo formato massimo consentito dal PRIP approvato a luglio e cioè 3x2 mt.

Piccolo problema: TUTTI GLI IMPIANTI HANNO L'AUTORIZZAZIONE IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE E VERRANNO MESSI A GARA ENTRO LA FINE DELL'ANNO PROSSIMO.

L'attivismo delle ditte nell'adeguare, trasformare, scindere, convertire gli attuali 4x3, lascia presagire che i tempi per l'affidamento dei nuovi titoli concessori tramite bandi di gara si allungheranno e che, quindi, gli attuali cartelloni, rimpiccioliti e moltiplicati - nonché ricollocati - ce li ritroveremo sul territorio per molto tempo.

E pazienza che i cartelloni trasformati e ricollocati, derivino spesso da impianti illegali o irregolari collocati in divieto e passibili di rimozione definitiva.

Ma guardate L'Esotas che ti combina a Viale Trastevere.

Non solo ricolloca il suo impianto di Largo Bernardino da Feltre. Ne aggiunge altri 2 che non c'erano mai stati prima, sul marciapiede di fronte al Ministero della Pubblica Istruzione!


A febbraio c'era solo questo impianto della Nuovi Spazi (senza codice identificativo)


Direte: lo avranno rimosso?

No. E' rimasto.

E ora se n'è aggiunto uno della Esotas, con la facciata rivolta alla strada pronta ad esporre la pubblicità.

L'altra, verso il marciapiede, è ancora grezza, con le travi di legno, come se fosse appena uscita dalla fabbrica!

Lì dietro c'è il Ministero della Pubblica Istruzione....
Eccellenza dei lavori di pavimentazione

I due impianti nella nuova collocazione violano le distanze minime del codice della strada e del nuovo regolamento affissioni (15 metri di spazio tra un cartellone e l'altro).

Sono irregolari e vanno rimossi!

Direte: è finita qui?

Ma no, l'Esotas ne ha piazzato un altro ancora!


A distanza irregolare di un impianto SPQR.


Le foto prese da StreetView mostrano che i nuovi impianti dell'Esotas non erano presenti a giugno di quest'anno.



Insomma, è ricominciato il valzer delle ricollocazioni, degli spostamenti e delle moltiplicazioni degli impianti. A 3 mesi dall'entrata in vigore del PRIP.

lunedì 6 ottobre 2014

Il secondo Municipio prende un impegno formale sui cartelloni: via da subito gli impianti irregolari

Una piazza nel secondo Municipio

Non è un ordine del giorno come hanno fatto il IV, il VII, XIII e XV Municipio ma una vera e propria delibera e dunque un atto vincolante e non solo di indirizzo politico.

Il secondo Municipio è il primo ad approvare come delibera il testo su "cartellopoli" proposto da Vas. E ora ci aspettiamo di vedere i risultati nel grande territorio che va dai Parioli, ai quartieri Flaminio, Trieste, Salario, San Lorenzo e in parte Bologna.

La delibera, predisposta dall'architetto Bosi di Vas, è stata fortemente voluta dal consigliere Alessandro Ricci che ha trovato la collaborazione dell'assessore al commercio Emilia La Nave e di molti altri consiglieri, tanto che è stata approvata con voto bipartisan.

L'installazione dell'ennesimo cartellone in viale Buozzi a fine luglio 2014


Il secondo Municipio si è impegnato tra l'altro a:

  • costituire un apposito nucleo di vigilanza sugli impianti pubblicitari;
  • predisporre una banca dati municipale, estrapolando da quella cittadina l'elenco dei cartelloni installati sul proprio territorio;
  • esigere l'immediata rimozione sia degli impianti "senza scheda", sia di quelli installati in zona A del Prip (si tratta cioè di una parte del territorio sul quale il nuovo Piano Regolatore vieta la presenza di ogni cartellone);
  • ordinare lo spostamento di tutti quei cartelli che siano in contrasto con le norme del Codice della Strada.

Dunque una serie di importanti disposizioni che di fatto anticipano quello che avverrà appena entrerà a regime la riforma approvata a fine luglio dal Campidoglio (per la quale ricordiamo, occorre attendere che siano completati i piani di localizzazione e poi indetti i bandi di gara).

Un bell'esempio quello del secondo Municipio che speriamo sia presto seguito dagli altri che ancora si devono esprimere. Ed è anche uno stimolo per il Campidoglio ad accelerare le procedure e ridare al più presto il decoro che Roma merita.

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Clicca qui per scaricare la delibera n. 33/2014 del II° Municipio

Clicca qui per leggere l'articolo sullo stesso tema pubblicato sul sito romano di Vas

giovedì 2 ottobre 2014

Nel derby "pulizia contro abbandono" al Parco del Pineto, vince la pulizia (per ora) grazie all'impegno dei volontari 13° Municipio



Si sono ritrovati sabato mattina armati di sacchi, guanti e rastrelli al Parco del Pineto. I volontari decoro del 13° Municipio hanno aderito per quest'anno alla giornata "Puliamo il mondo" di Legambiente e hanno scelto quel fazzoletto di verde tra via Albergotti e via della Pineta Sacchetti che da tempo difendono dal vandalismo e dall'incuria.







Oltre ad aver rimosso una gran quantità di rifiuti, è stata sfalciata la siepe che circonda il liceo Seneca usata come latrina e soprattutto è stato dato l'ennesimo segnale alle istituzioni locali: i cittadini non si arrendono e non vogliono che il Parco diventi terra di nessuno. L'area è stata scelta da diverse persone che si sono insediate abusivamente. Poi ci sono problemi legati a spaccio, prostituzione. E infine feste di extracomunitari che lasciano dietro di loro un tappeto di rifiuti.

Pochi giorni prima, il grave stato di degrado del parco era stato protagonista della trasmissione Ditelo a Roma Uno. Il bravissimo Andrea Bozzi ha messo a confronto Franco Quaranta che - oltre ad essere presidente di Bastacartelloni-Francesco Fiori - è anche membro del gruppo dei volontari 13° Municipio, con Maurizio Gubbiotti, commissario straordinario di Romanatura, l'ente che gestisce il Pineto e Ivan Errani, vice presidente del 14° Municipio.

Buona visione