giovedì 25 ottobre 2012

Percorso Ottaviano-San Pietro: l'immondo spettacolo cui assistono sconcertati i turisti


I romani non lo notano più. Ma gli stranieri vedono eccome lo stato raccapricciante in cui è ridotta Roma.
Abbiamo fotografato la strada che ogni giorno percorrono migliaia di turisti che scendono alla fermata metro Ottaviano diretti a San Pietro. Aleppo, in piena guerra civile, sta messa meglio. E' una esagerazione? Allora guardate qui sotto.

Appena fuori dalla fermata Ottaviano: se si guarda verso viale Giulio Cesare
Tutto il viale, da via Ottaviano fino al cinema è occupato da questa roba
Accanto all'indicazione Musei Vaticani..........
Una sequela infinita di degrado lungo via Ottaviano
Non c'è palo o arredo urbano risparmiato dallo schifo
Il numero di bancarelle su via Ottaviano è incalcolabile
Ad ogni angolo merce scadente con gruppi elettrogeni inquinantissimi
Venditori di ogni genere in una cornice da 4° mondo
Ovviamente un'infinità di cartelloni: uno ogni 15 passi

Ed ecco come si viene accolti una volta arrivati su piazza Risorgimento: camion bar (ce ne sono tre in pochi metri quadrati), sporcizia e ovviamente ancora bancarelle


Senza soluzione di continuità: 800 metri di suk dalla metro al Vaticano

Possibile solo i blog parlino di uno scandalo mondiale come questo?

12 commenti:

  1. Uno schifo, uno SCHIFO, uno S-C-H-I-F-O indicibile, assurdo, ignobile, immondo, indegno, degradante, deturpante, IMPERDONABILE.

    Ecco lo SCHIFO dell'amministrazione alemanno, l'imperdonabile devastazione di un quartiere una volta signorile, ridotto ora a un suk, a un'accozzaglia di immondezza inguardabile, ad un vomitevole degrado senza fine.

    Non bastano tutte le tasse che paghiamo, tutti i soldi che versiamo al comune, per renderci conto di quale inqualificabile sindachetto ci siamo beccatti tutti questi anni.

    Questi i risultat della fallimentare (per noi, per lui evidentemente no, anzi...) gestione della res publica, DELLA COSA PUBBLICA. Il territorio DEVASTATO, in ogni dove.

    Provate a passeggiare in quelle vie, vi verrá da

    VOMITARE.

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  2. Per la mente malata del sindachetto e del suo degno assessore al commercio quella mostrata dalle foto e' florida economia.

    L'atra cosa che non si capisce e' come il Vaticano tolleri tutto quello schifo alle proprie porte. Eppure gli basterebbe mezza telefonata di un qualsiasi funzionario per convincere il minus habens al governo cittadino a far sparire tutta quell'immondizia. Sara' che anche loro non sono scampati alla lobotomizzazione generale?

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  3. Terrificante. Complimenti per il reportage.

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  4. Ci vorrebbe un Sindaco, anche a Roma!

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  5. mai vista una cosa del genere prima, un'amministrazione vergognosa, spiace per i romani e per la bella città di Roma

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  6. Avete dimenticato di menzionare le centinaia di persone (una ogni metro) che col tesserino al petto tormentano ogni turista che passa offrendo chissà che servizi. Qualche mese fa ho fatto quel pezzo di strada con la macchina fotografica in mano (articolo da turista) e dalla metro a san pietro avrò detto "no" almeno 80 volte. Senza ironie, neppure in nordafrica esiste una situazione vagamente simile.

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    1. se per questo, allora si è dimenticati anche di menzionare le centinaia di allocchi che ogni giorno spendono alle bancarelle della camorra rendendo fiorente e giustificato questo schifo totale

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  7. ottimo servizio, complimenti e continuate così!!

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  8. Ormai si fa una grande fatica a ripetere sempre le stesse cose.
    Come dice Roberto per certe forze politiche e, bisogna ammetterlo purtroppo, anche per la stragrande maggioranza dei "romani" tutto ciò è normale.
    Con il putrefatto modo di dire "pure lui addacampà" si giustifica ogni tipo di cialtronaggine e prepotenza.
    Roma è diventata un unico immenso suk senza più alcune regola e rispetto.
    E chi si oppone, anche tra i politici (qualcuno c'è) a questo insopportabile declino del decoro e della dignità di una città patrimonio dell'Umanità è considerato un povero fissato arteriosclerotico che non si rende conto che "i probblemi sò artri".
    L'assedio spudorato ai turisti (è vero, neanche in Africa vieni assediato come in Via Ottaviano dai venditori RIGOROSAMENTE abusivi di pseudo-servizi turistici)ai monumenti e in ultima analisi a un patrimonio millenario di bellezza e armonia viene DI FATTO tollerato e comunque finora ci si è dimostrati IMPOTENTI a stroncare questi traffici.
    La situazione è completamente fuori controllo anche perchè se qualcuno tenta di arginare il fiume di liquame merdoso che sommerge Roma viene subito additato come razzista e fautore dei campi di concentramento.
    Questa gente ormai si sente PADRONA della nostra città, aggredisce cittadini e commercianti onesti (ricordo la testimonianza della scorsa estate della commerciante di Via della Conciliazione che parlò di minacce, pedinamenti e costole spezzate) aggredisce e picchia con il plauso dei "romani" presenti i rari vigili che cercano di fare rispettare la legge (è accaduto più volte).
    D'altronde la cronaca dimostra senza ombra di dubbio che anche quello dei "poveri immigrati sfuggiti alle guerre e alle carestie" è diventato un immenso truogolo dove i porci con la tonaca inzuppano il pane RUBANDO centinaia di milioni di euro dei poveri fessi che non possono sfuggire al Fisco, per fornire "assistenza" e creare "integrazione" (si, certamente!!!).
    E' vero che il movimento anti-degrado cresce ma qui siamo in presenza di criminalità organizzata, quindi toccherebbe ad altri intervenire efficacemente..altro che i nostri desolati commenti.

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  9. Manco a Calcutta !

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  10. Le parole scritte da Fitzcarraldo sono da scolpire nella pietra. Quando tra 30 anni si andrà a rileggere la storia amministrativa di Roma e del suo periodo buio, spero che a qualcuno capiti sott'occhio questo commento di Fitz. Una Roma cialtrona, mendicante e benaltrista che si sta suicidando. Così i turisti scapperanno, le attività commerciali varranno sempre meno, le nostre case si svaluteranno, i posti di lavoro diminuiranno. Saremo tutti più poveri e disperati. Restiamo in pochi a gridarlo al vento. Speriamo ormai non sia troppo tardi!

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  11. Siamo arrivati al punto che se dici che i marciapiedi non sono mercatini all'aperto, la gente non capisce, ti guarda strano, ti chiede che fastidio ti danno, ti dice che i "problemi so' artri".

    La fruibilità dei marciapiedi, la bellezza delle strade, il rispetto dell'architettura, del disegno urbanistico, delle regole di sicurezza stradale, l'attenzione generale per l'aspetto della città che ci rappresenta e dovrebbe essere "la più bella al mondo".

    Tutte queste cose, a un grandissimo numero di persone che vivono in questa città, che ci lavorano, che ci fanno politica, che vi esercitano il mestiere di giornalista, sembrano NON INTERESSARE MINIMAMENTE.

    C'E' LA TOTALE INDIFFERENZA PER L'IMMAGINE, LA PULIZIA E LA CURA DEGLI SPAZI PUBBLICI, NELLA MAGGIORANZA RELATIVA DEI ROMANI.

    GLI STESSI ROMANI CHE SI DICONO ORGOGLIOSI DI ESSERLO E DI ABITARE IN QUESTA CITTA'.

    Un atteggiamento che talvolta rasenta la schizofrenia culturale. Soprattutto un'indifferenza che non è presente negli abitanti, nella classe politica, imprenditoriale e intellettuale del resto delle grandi Capitali d'Europa.

    Come sia stato possibile, che questo disinteresse completo per la cosa pubblica sia attecchito in questa maniera da più generazioni, a Roma, ce lo stiamo chiedendo e finalmente, ci stiamo ribellando.

    Ma dobbiamo aspettare che qualche politico coraggioso e sensibile a questa "visione" della città, sieda in Campidoglio e cominci a dire le cose come stanno per davvero. Cioè che siamo diventati una capitale sciatta e in preda al degrado e per tornare a essere una città all'altezza del nostro passato e competere con le altre capitali europee, dobbiamo puntare sul decoro urbano e smetterla con l'occupazione selvaggia di suolo pubblico, con la proliferazione di bancarelle e cartelloni, con l'affissione abusiva di ogni genere di avviso e pubblicità, con il tollerare le scritte sui muri e ricominciare a curare lo spazio pubblico, a cominciare dal palazzo nel quale si abita.

    Cose normali e di buon senso per qualsiasi abitante di Parigi, Berlino, Londra, Madrid, New York e ogni capitale di mezzo mondo.

    Ma che qui a Roma, incredibilmente, sono viste come irragionevoli, inutili e antidemocratiche. Per ignoranza, pigrizia o interesse personale...

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