martedì 3 luglio 2012

Ecco cosa è stato fatto a New York e cosa non si fa a Roma: il nostro reportage dalla Grande Mela (seconda parte)

segue dal post precedente

                                                MOBILITA' E TRASPORTI

I servizi di trasporto sono eccellenti. La metropolitana funziona 24 ore su 24 e gli autobus newyorkesi ci hanno stupito per la loro puntualità. La politica di tutte le amministrazioni che si sono susseguite alla guida della città è stata disincentivo dell'auto privata a favore di un efficente servizio pubblico. Con una metro capillare e sempre aperta, possedere la macchina è cosa molto sciocca. Tanto che parcheggiarla costa moltissimo.

9,29 dollari per mezz'ora di parcheggio; 20,27 $ per due ore: da brivido
Lo spazio per i parcheggi è poco: ma come faranno a portare in strada la decappottabile rossa? Mistero!
Le tariffe dei taxi sono chiare e a buon mercato

Sulle piste ciclabili ci saremmo aspettati qualcosa in più. Comunque sempre meglio di Roma

Dunque, lasciare l'auto in strada è impossibile e parcheggiarla in un garage è insostenibile. In cambio però il servizio di trasporto pubblico è uno dei migliori d'America e forse del mondo.

Voto di Basta Cartelloni Mobilità e Trasporti: New York 9 Roma 3

                                       
                                                 RECUPERO URBANISTICO

Interi quartieri resuscitati e trasformati: il Village, Soho, Meat Packing District e molti altri sono degli esempi da seguire per qualità architettonica e urbanistica. Impossibile parlarvi qui dei grandi progetti che hanno cambiato il volto di ettari di città. Vi mostriamo un solo esempio, perchè lo stesso progetto si doveva e poteva realizzare a Roma. La Highline: una ex ferrovia sopraelevata che passava in mezzo ai palazzi, deturpandoli, provocando inquinamento acustico e ambientale (esattamente come la nostra Tangeziale Est sopraelevata da San Lorenzo a San Giovanni). Oggi, la Highline è un gioiello che ha ridato vita ad una intera area.

La orrenda e rumorosa ferrovia come era prima
E come è oggi: un magnifico percorso pedonale nel verde

Sono stati chiamati giovani artisti che hanno creato opere interessanti come questa fontana a raso
Sotto la Highline bar e luoghi di ritrovo di gusto e ben tenuti
Gli ex mattatoi sotto la Highline oggi sono ristoranti, librerie e gallerie d'arte

In attesa di vedere cosa si farà degli ex Mercati Generali dell'Ostiense (il cui progetto cambia ogni giorno), il voto di Basta Cartelloni sul recupero urbanistico é: New York 9 Roma 4

                                                                  RIFIUTI 

Beh non ci crederete ma su questo punto, Roma sta messa meglio. E' vero che le nostre strade sono tra le poche ancora ad ospitare i cassonetti, ma a New York hanno fatto di peggio. Hanno stabilito che a partire dalle 18.00 i rifiuti si possano depositare sul marciapiede, in attesa che passi il camion a ritirarli. Disgustoso! Capita di incontrare tonnellate di sacchetti neri, magari ben divisi sul fronte della differenziata, ma comunque invasivi e puzzolenti. E li vedi ovunque da Park Avenue a China Town fino a oltre le 2.00 di notte.

Scene alla Napoli, molto comuni a Manhattan nel tardo pomeriggio
  
Voto di Basta Cartelloni sui Rifiuti: New York 3  Roma 6

                                                              DEGRADO E TAGS 

E' la vera battaglia vinta da Giuliani. Nella gran parte delle strade di New York è ormai impossibile vedere un muro rovinato da una scritta. Quelle stesse strade che una volta erano lavagne per graffitari imbecilli, ora sono pulite e ordinate. Nessun treno della metropolitana è sporco nè all'interno, nè all'esterno. Le stazioni della metro restano vetuste e scrostate, ma prive di qualsiasi scritta. Pochissimi gli adesivari e limitati alle perfiferie più lontane.   

La gran parte dei muri si presenta così, pulita e senza scritte
Abbiamo faticato a trovare un palo degradato come questo

Siamo stati un pò lunghi, eppure avremmo ancora molto da raccontarvi. Ci sembrava comunque importante mostrare soprattutto ai nostri amministratori (che leggono questo blog) che le città possono e debbono essere recuperate. Che perfino per Roma c'è speranza.

Anche se - una volta atterrati a Fiumicino - l'impatto con il treno che ci riportava a casa è stato così sconvolgente che .....altro che Giuliani! A Roma ci vuole un elettroshock di massa per aprire gli occhi agli imbecilli che non hanno capito quanto il mondo vada veloce mentre loro sono sempre più fermi, felici solo di imbrattare tutto quello che vedono!





Per chi volesse approfondire


Broken Windows di George Kelling e James Wilson The Atlantic Magazine, Marzo 1982  


La Tolleranza Zero di Giuliani di Christian Rocca, Il Foglio 8 settembre 2007


The Quotable Giuliani: The Major of America, Pocket Books, 2002


The Tipping Point: How Little Things Can Make a Big Difference, Malcom Gladwell, 2000

8 commenti:

  1. Reportage esemplare per capacità di sintesi ed efficacia delle immagini.COMPLIMENTI!

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  2. Avete fatto un bel lavoro: non conosco New york, ma ora mi sembra di saperne molto di più. Purtroppo il risultato è che roma appare sempre più piccola, sempre più indietro e con pochissima speranza di cambiare. Cambierà mai?

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  3. Bel post, chiaro e preciso.
    Solo una domanda ma se su una scala da 1 a 10 Roma merita un 6 sui rifiuti, in proporzione a Vienna quanto bisogna dare? 14? 15? Secondo me andiamo nettamente fuori scala.
    Consideriamolo un voto di incoraggiamento
    stefano

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  4. ragazzi complimenti, veramente un bel servizio. si rimane stupiti dalla presenza di bancarelle su marciapiedi e non in aree predisposte, in un panorama che gode di un arredo urbano di qualità sarebbe un gioco da ragazzi trovare delle aree dedicate, peccato. comunque il confronto è impietoso, Roma è e resta una delle peggiori città del mondo.

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  5. Fare una colletta e convincere Giuliani ad interrompere la pensione e dare una raddrizzata a Roma no?

    Secondo me se i grillini lo contattano e riescono a convincerlo, alle prossime elezioni sbancano ed allora per i troppi furbi della citta' "sarebbero cazzi"! (per dirla alla Di Maggio)

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  6. Qualche accenno alla rete dei trasporti e la sosta veicolare su strada.

    Roma, è vero, ha il peggior sistema di trasporto pubblico come orari, qualità del servizio ed estensione, in Europa.

    Sono stati fatti errori di pianificazione a livello storico, segno della miopia della classe politica romana del passato (no comment su quella del presente).

    Ci ritroviamo, perciò, con la rete di ferrovia metropolitane sottodimensionata e quella di autobus che non può muoversi a causa del traffico privato che blocca le strade.

    C'è, però, un elemento che pregiudica fortemente qualsiasi possibilità di cambiamento:

    L'OPPOSIZIONE COSTANTE ALLE OPERE DI TRASFORMAZIONE URBANA DA PARTE DEI CITTADINI E DELLE ASSOCIAZIONI DI BASE.

    Tralasciando per un momento il Piano Urbano Parcheggi - sbilanciato a favore dei box privati, con molti progetti raffazzonati e privi di efficacia sulla carta, nonché sospetti nel rilascio delle concessioni, sommariamente lacunoso ma non per questo cancellabile in toto! - i cittadini romani si oppongono a QUALUNQUE tipo di lavoro pubblico che a fronte di momentanei disagi consegni benefici durevoli sul versante delle infrastrutture.

    Si deve costruire una fermata della metro? La gente scende in strada perché "fa crollare i palazzi". C'è un vecchio capannone in disuso che potrebbe essere demolito per far posto a un silos di parcheggi che andrebbe ad alleggerire il problema della sosta in quartieri pieni di macchine? "No, i parcheggi non servono, fateci un centro culturale". E intanto le macchine sono parcheggiate in divieto.

    Illuminante, in questo senso, l'episodio avvenuto a Conca d'Oro, dove i residenti hanno manifestato perché l'apertura della metro B1 ha portato alla riduzione dei posti liberi vicino alla stazione, oltre all'ampliamento delle banchine dei bus: misure scontate in qualsiasi capitale europea ma inaccettabili per molti romani.

    La verità è che la sosta in divieto è oramai un diritto acquisito nella cultura popolare di questa città e non ci sono metro e autobus che tengano. Basti vedere quello che succede nelle vie del Tridente, piene di macchine dei commercianti che si rifiutano di prendere i mezzi pubblici e lasciare l'auto nei parcheggi di scambio.

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  7. PAROLE SANTE!!!! infatti deve cambiare la testa di noi cittadini... che siamo i primi fruitori di questa città...

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