mercoledì 26 settembre 2012

Nuovo giornale, vecchi vizi. Telese hai tempo di riscattarti: racconta lo scandalo dei cartelloni romani

Da un lettore riceviamo e molto volentieri pubblichiamo questa bella lettera per il direttore del nuovo quotidiano 'Pubblico' che ha reclamizzato il suo giornale su cartelloni di dubbia regolarità.
Salve, ho inviato la seguente lettera a Luca Telese, in bocca al lupo per la vostra battaglia
Gentile Direttore Telese,
credo che un giornalista attento e sensibile come Lei si sia reso conto che Roma è una città invasa dai cartelloni pubblicitari.
Le potrà sembrare questione di poco conto (sebbene sempre più siano i cittadini indignati da questo scandalo) ma, dietro la cartellopoli romana, si nasconde un'altra dimostrazione di come questa città sia stata amministrata negli ultimi anni.
Una amministrazione sciagurata, dove interessi personali, collusioni tra privato e pubblico e totale disprezzo del bene comune hanno letteralmente trasfigurato la città.
Le origini di questo scandalo hanno radici lontane e nascono prima della amministrazione Alemanno (la quale però ha permesso quello che nessuno mai aveva consentito prima) e raccontarLe tutta la storia richiederebbe una lunga email.
Per non tediarla Le dirò solamente che Roma non ha mai avuto un Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari, che esistono più di 400 ditte autorizzate ad installare impianti (Parigi ne ha 5, Madrid 4, Berlino 4!) senza che esista nessuna forma di controllo da parte delle autorità competenti, che il numero totale degli impianti non è più quantificabile - anche dallo stesso Comune (c'è chi dice che siano più di 200.000!), che la quasi totalità degli impianti è installata nel più totale disprezzo del codice della strada e dei vincoli paesaggistici ed archeologici, che è ordinaria amministrazione mettere cartelloni su scivoli pedonali e percorsi pedo tattili, che una delibera popolare che avrebbe voluto regolamentare il settore - firmata da 10.000 cittadini - ha ricevuto il voto contrario della Consiglio Comunale, che migliaia di denunce inoltrate da associazioni e cittadini sono restate inevase, che dietro al settore si nascondono enormi interessi - resi ancora più vasti in previsione delle prossime elezioni e degli spazi pubblicitari che tali ditte possono concedere (vedrà quanti bei faccioni!), che non esiste un bando pubblico per la gestione della pubblicità outdoor, che l'Ufficio Affissioni è un porto delle nebbie e che il Sindaco Alemanno, sebbene abbia più volte promesso "tolleranza zero" e parlato di "mafia delle ditte concessionarie", in verità, a parte qualche rimozione puramente propagandistica, non è riuscito a porre la minima forma di controllo (probabilmente anche lui prigioniero della sua inefficienza e degli interessi coinvolti, non diversi da quelli che hanno messo in queste settimane la Regione al centro dell'attenzione).
Molto ci sarebbe da dire sulla famigerata delibera 37/2009 che ha letteralmente liberalizzato il settore, sulle figure politiche che gravitano attorno a questa faccenda e alle centinaia di incidenti stradali che hanno per coinvolti impianti pubblicitari (un anno fa circa sono morti due ragazzi schiantandosi contro cartellone regolarmente denunciato ma installato in violazione del Codice della Strada e che ha dato vita a una pietosa pantomima dello scaricabarile da parte degli uffici comunali) e che in realtà - a Roma - non esistono cartelloni abusivi dato che il Comune, dietro pagamento di una modesta concessione, li autorizza tutti (perché correre il rischio di essere illegali, quando si ha il pieno incondizionato appoggio delle istituzioni?).
A seguito di tutto ciò - e di cui Lei non può essere totalmente ignaro - resto stupefatto di come un giornale come il suo, che combatte battaglie che possiamo quotidianamente leggere, faccia uso - per pubblicizzarsi - proprio di "quei" cartelloni.
I miei più sinceri auguri per la suo nuova avventura editoriale.
Email Firmata
Luca Telese


10 commenti:

  1. Il contraltare di politici beceri, inadeguati e furfanti è una classe giornalistica impreparata, prona e connivente. Possibile che certe storie se non le scrivono Stella e Rizzo non vengono mai fuori?
    A parte rarissime eccezioni i giornalisti italiani andrebbero buttati a mare insieme ai loro sodali politici.
    Telese qualcosa di buono l'aveva fatto intravedere. Vediamo se con la sua nuova creatura vuole davvero fare qualcosa di grande e di innovativo. L'affaire cartelloni dovrebbe essere un bocconcino molto ghiotto per la bisogna.
    Io scommetto che anche lui se lo farà sfuggire. Pronto a stupirmi del contrario.

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  2. BEh questo di "Pubblico" è un autogol pauroso. Se prima avevo intenzione di comprarlo, dopo verlo letto on-line, ora lo saluto caramente. Un giornale che pensa di essere all'avanguardia, serio, oggettivo, diretto, non può, alle soglie del 2013 affidarsi ancora a queste ANTICHE, SPORCHE, ODIOSE pubblicità, in più su parapedonali, quanto in tutto il mondo vengono smantellati, tolti perchè contro la sicurezza stradale.

    Schifo. Questo giornale mi vede come suo EX lettore.

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  3. Telese? quello che non risponde mai? annamo bene

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  4. Ma come e' possibile che una nuova iniziativa cada su sciocchezze di tal fatta?!? Spendere due lire per un responsabile marketing decente no, eh?
    Se hai un ristorante, puoi anche metterci Heinz Beck o Vissani in cucina, ma se i piatti li serve un cameriere sporco, puzzolente e scortese non vai da nessuna parte.
    Gli ennesimi dilettanti allo sbaraglio.

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  5. Splenida e-mail. Semplice concisa e direta. Da copiare ed inviare a tutti gli altri organi di stampa e mezzi di informazione!

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  6. Se Pubblico vuole essere e diventare un vero giornale, parli di questo scandalo. Altrimenti possiamo fare anche a meno dell'ennesimo quotidiano che intervista Tabacci e Gasparri come se fosse lo scoop dell'anno.
    Dario

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  7. Li ho visti anche io i parapedonali di ferraglia con la pubblicità di Pubblico e pensavo a come alcuni strati colti e impegnati della società romana non siano ancora al corrente dell'immane scandalo dei cartelloni pubblicitari.

    Che poi la delibera 37/2009 non ha in realtà liberalizzato, ma depenalizzato e condonato l'installazione abusiva d'impianti pubblicitari.

    E comunque non c'è soluzione diversa che ridurre il numero delle ditte, attraverso bandi pubblici per macroarea, ognuna delle quali è gestita da un solo operatore. Si fa così dappertutto, tranne che a Roma.

    Chissà perché...

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  8. ma se è una lettera firmata perche non c'è nome e cognome?

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  9. Commento Firmato27 settembre 2012 13:06

    La lettera a Telese è firmata, ho chiesto di essere pubblicato mantenendo l'anonimato dato che ho PAURA delle figure che si aggirano attorno alla cartellopoli romana (comprese quelle che stanno nelle stanze del Comune e che, forse, sono peggio di molti cartellonari). E si tratta proprio di paura fisica, della mia incolumità.
    Commento Firmato

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  10. fortunatamente ci sono tanti modi per fare pubblicità.
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