lunedì 17 ottobre 2011

Spostare un cartellone di 50 metri non risolve il problema!

Riceviamo da un lettore questa lettera che volentieri pubblichiamo


Salve,

vi comunico che in riferimento al cartellone APA installato su via di Pinciana e segnalato sul Vs. blog (qui  il post del 19 luglio scorso), il suddetto impianto è stato rimosso ma... per essere spostato 50 metri più giù!
Ora l'impianto viola un'altra serie di norme quale la distanza minima dal semaforo (circa dieci metri), la prossimità  a un altro cartellone (il 3x2 che si vede sullo sfondo), il trovarsi in zona con vincolo paesaggistico (Villa Borghese è alle spalle del fotografante), senza dimenticare mai la solita devastazione del marciapiede in spregio all'ordinanza n. 266 del 22 febbraio 2010 sul rifacimento al manto stradale.

Notare poi come l'impianto faccia da "arco" a un attraversamento pedonale di quella che è la strade di collegamento tra i due quartieri più "chic" di Roma (Via Veneto e Parioli).

Ce la vedete una cosa del genere a Parigi nella strada che collega Montparnasse a  Saint Germain?

Per favore utilizzate la presente segnalazione quale denuncia che potete inviare agli uffici competenti.

Lettera Firmata



Ringraziamo questo cittadino per la sua segnalazione. Se un impianto è in violazione delle norme comunali e nazionali, non basta spostarlo di 50 metri. Occorre rimuoverlo!

11 commenti:

  1. Ma sempre questi dell'APA!!!
    Ma che ci vuole per farli radiare dall'elenco delle ditte, l'intervento di Nostro Signore?
    Eppure di verbali di infrazione ne devono aver collezionati più che a sufficienza ...

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  2. Misteri della fede...

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  3. Questi cartelloni ballerini sono un vecchio vizio. Camminano, si spostano di pochi metri e continuano a violare le regole. E sono molte le aziende che si comportano così. Ma come ripetuto più volte la responsabilità vera non è delle ditte, ma di chi consente loro di operare nell'anarchia! Se al Comune si svegliassero...
    Filippo

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  4. Al Comune sono belli svegli. Infatti ci vuole del cervello fino per aver ideato il meccanismo del "ricollocamento", che altro scopo non può avere se non quello di facilitare al massimo l'abusivismo.
    Eh beh, che ci volete fare. Abbiamo l'assessore al commercio più bravo del mondo!

    BORDONI FAI PENA

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  5. quoto il precedente, bordoni e paciello sanno benissimo cosa stanno facendo, e quando ci sarà il mitico PRIP sarà tutto regolare, e alla luce del sole... avremo migliaia di cartelloni, ma loro diranno che è tutto in regola. Bordoni ha il cletello dalla parte del manico: la situaizone cartelloni rimarrà sempre così e anzi peggiorerà, se il PRIP passa bordoni dirà che tutti lo hanno voluto e che quindi nessuno si può lamentare, se non passa o ritarda dirà che la situzione è colpa dei cittadini, dell'opposizione che non hano voluto il PRIP, è il mago del rispetto formale delle regole.

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  6. A Manitou piacendo i giochetti di Bordoni hanno i giorni contati. Augh!

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  7. speriamo, xchè purtroppo di questo passo ormai la battaglia è davvero persa, purtroppo!...anche se è iincredibile e surreale dirlo...basta girare per Roma...altro che "indignados"

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  8. Magari spostare un assessore (in discarica) è più utile! Ripropongo manifestazioni ad oltranza, sotto casa del responsabile dello scempio.

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  9. Che scena squallida: un cartellone in mezzo allo sparitraffico che dovrebbe fungere da isola salvagente e aiuola decorativa, invece i prati sono secchi e senza erba!

    Sullo sfondo, un altro maxi cartellone 4x3 davanti al muro pieno di graffiti che sembra di stare in periferia! Invece siamo in pieno centro, in una delle zone più belle della città!

    Provate a visitare i Jardin de Tuileries a Parigi o l'Hyde Park di Londra: MAI troverete un graffito o dei cartelloni pubblicitari!

    Guardate invece com'è ridotta Villa Borghese...

    ROMA QUARTO MONDO

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  10. BORDONI ALIENO

    VATTENE, JATTURA DI ROMA!
    VATTENE, JATTURA DI ROMA!
    VATTENE, JATTURA DI ROMA!
    VATTENE, JATTURA DI ROMA!
    VATTENE, JATTURA DI ROMA!
    VATTENE, JATTURA DI ROMA!
    VATTENE, JATTURA DI ROMA!

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  11. Quando ho predisposto il testo della proposta di delibera di iniziativa popolare non ero a conoscenza della procedura semplificata che é stata approvata nel 2008 dalla Giunta Municipale per consentire gli "spostamenti" degli impianti pubblicitari e che é la vera causa della maggior parte dei cartelloni che vediamo spuntare da ogni parte e che scambiamo per "nuovi" quando invece altro non sono che vecchi impoianti "spostati" dalla loro posizione originaria .
    Prima ancora infatti della approvazione del vigente Regolamento con la delibera n. 37/2009, la Giunta Comunale ha approvato la Deliberazione n. 395 del 3 dicembre 2008 che ha riguardato le procedure attivabili proprio per gli spostamenti degli impianti pubblicitari tramite la relativa modulistica, poi disciplinata dal dott. Francesco Paciello con Determinazione Dirigenziale n. 3312 del 23 dicembre 2008, che ha riguardato fra l’altro anche gli “Impianti installati in difformità a norme inderogabili del Codice della Strada”.
    Per questi impianti la ditta interessata può produrre una dichiarazione redatta ai sensi del D.P.R. 445/2000 (cioè una “autocertificazione”) con individuazione della nuova posizione (che deve essere in genere sempre nello stesso Municipio) e deposito della relazione asseverata redatta da un tecnico abilitato: trascorsi 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l'impianto può essere installato nella nuova posizione, previa specifica comunicazione di avvio dell'installazione.
    Da voci raccolte, ma non ancora ufficialmente confermate, sembrerebbe che nella Nuova Banca Dati risultino registrati molti impianti pubblicitari (come potrebbe esere ad esempio anche quello del post) “spostati” per semplice “comunicazione” della ditta che ne é titolare, senza che su di essi sia stata fatta una dovuta istruttoria né prima (nell’arco dei 30 giorni successivi alla data di presentazione della domanda di “spostamento” di un impianto) né dopo (successivamente cioè alla data di “comunicazione” dell’avvenuta installazione dell’impianto).
    Nel modello sempre così come predisposto dal Comune, che il tecnico abilitato deve comunque firmare (vedi sito del Comune alla pagina http://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/AsseverazioneSpostamenti10.pdf) é precisato che “Il sottoscritto è a conoscenza che l'Amministrazione si riserva la verifica della asseverazione di conformità, e in caso di dichiarazione falsa o mendace, procederà a denunciare il fatto alla Autorità Giudiziaria”.
    Quanto meno per i casi scoperti e segnalati da VAS non risulta che sia stata fatta la dovuta verifica della asseverazione di conformità e che siano quindi state denunciate le asseverazioni false rese riguardo a "spostamenti" in posizioni altrettanto irregolari.

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