lunedì 5 novembre 2012

Ciliegio sulla Gianicolense: la battaglia con i prepotenti continua. Ripiantato il cartellone illegale

Sembra una storia di Kafka o Camus. Uno di quei romanzi dell'assurdo, dell'irreale. E invece è tutto vero. In Circonvallazione Gianicolense è tornato il cartellone che era stato segato lo scorso 31 luglio dal consigliere Athos De Luca, assieme ai sostenitori della Legalberi e di Basta Cartelloni.

Il cartellone abusivo svetta di nuovo mentre l'albero è stato ucciso!
Questa storia non ha per ora il lieto fine che avremmo sperato. Volevamo difendere il povero ciliegio dall'abuso, dalla vigliaccheria di chi ogni giorno lo uccideva lentamente perchè oscurava l'impianto pubblicitario illegale.

In una mattina di piena estate, i cittadini tentarono di far trionfare la legge: capitanati dal consigliere De Luca tagliarono il cartellone, più volte sanzionato dai Vigili.

1 agosto 2012: il momento del taglio dell'impianto
Un gesto che bruciava troppo a qualcuno (la ditta? lo sponsor?). Approfittando dell'impunità diffusa a Roma, hanno rimesso il cartellone dove era, cementandolo con forza, e hanno finito di uccidere l'albero. Tutti gli altri ciliegi della strada godono di ottima salute. Solo quello, guarda un pò, è morto!

Qualche timida foglia ancora spunta. Durerà?
La targhetta Nbd del cartellone multato e reinstallato

Sembra quasi un gesto di sfida. Come se volessero dire: "Qui comandiamo noi e guai a chi si mette di traverso"! Un avvertimento in puro stile mafioso. Cose che non accadono solo a Scampia o nelle periferie di Palermo. No, ormai, queste intimidazioni sono la regola della Roma degradata di oggi.

Ma non crediate di farci paura. I cittadini onesti non si spaventano e vanno avanti nel rispetto della legge e delle regole. Questa battaglia, cari mafiosi, l'avete vinta voi. Ma la guerra è ancora lunga!

19 commenti:

  1. Da brivido. Non solo uccidono l'albero ma ripiantano il cartellone abusivo. Manco Al Capone.

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  2. Evidentemente 'sta DASE non e' stata sanzionata in quanto inserzionista di un impianto illegale, altrimenti non potrebbero essere cosi' stupidi da insistere.

    Butto li' un'idea per un cartello da appendere sull'impianto: "Comprereste prodotti sanitari da una ditta che ricorre ad impianti illegali per farsi pubblicita'?"

    Certo che e' assurdo che un'attivita' commerciale posta a 10 metri dall'impianto non si faccia problemi a perpetrare il nuovo abuso. Sarebbe da andarci di persona e chiedergli di quanti verbali della municipale hanno bisogno per smetterla di deturpare il paesaggio con i loro insulsi impianti.
    Ci si dovrebbe anzi andare con una videocamera, riprendere le loro risposte e poi postarle su queste pagine.

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    1. Integro il tuo pensiero: è assurdo che un'attività commerciale provvista della normale insegna d'indicazione, possa installare un cartellone pubblicitario a 10 metri dal negozio facendosi ulteriore pubblicità. Questo è assurdo e impossibile in qualunque città occidentale, tranne che a Roma, dove questo falso diritto è stato addirittura sancito dal regolamento comunale, con la "norma transitoria" di cui all'articolo 34 comma 3bis:

      "Fino all’entrata in vigore dei Piani di cui all’art. 19, è autorizzata la pubblicità pittorica di attività e di soggetti economici locali, fino ad un massimo di due unità per il medesimo committente, la quale è realizzata con impianti a tipologia di palina di formato metri 1x1 posti su spazio comunale – anche luminosi od illuminati e, comunque, diversi da quelli adibiti per le affissioni dirette, nel rispetto delle norme del presente Regolamento."

      Oltre alla riflessione che se ogni negozio di Roma installasse due cartelloni, non ci sarebbe più spazio per camminare sui marciapiedi (e quasi ci siamo), faccio notare la chiosa finale "nel rispetto delle norme del presente Regolamento".

      Sappiamo bene che oltre la metà degli 1x1 è installata in violazione di qualche norma del regolamento comunale, eppure non viene rimossa dal Dipartimento Attività Produttive, direzione affissioni e pubblicità, per le scuse più varie. In realtà, è ormai conclamato il patto di ferro tra l'Esercito dei cartellonari (400 ditte, a Parigi sono 5) e l'Assessorato al Commercio guidato dal vero sindaco di Roma, Davide Bordoni.

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  3. Aggiungo che anche il cartellone della Taffo, dirimpettaio di quello di questo post, è tornato al suo illegale posto (un'aiuola da cui nel frattempo è scomparso l'aberello piantato dai cittadini) e sempre senza alcuna targhetta, come se quest'ultima facesse alcuna differenza.......

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  4. La DASE è completamente sputtanata.
    Inondiamola di mail di protesta:
    info@dase.it

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  5. Roma e i romani ostaggi della camorra ancora per 6 mesi

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  6. scaldiamo il frullino!

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  7. Mi dispiace dirlo MA TUTTO QUESTO accade ANCHE PERCHE' la stragrande maggioranza dei "cittadini" FA FINTA DI NON VEDERE o, ancora peggio, pensa che tanto ci saranno sempre altri a RISOLVERE la situazione.
    Ho le palle piene oltre ogni limite di commenti roboanti di persone che in realtà NON FARANNO MAI UN CAZZO DI CONCRETO e che in tre anni non hanno regalato un'ora della loro vita reale a questa guerra.
    da TRE ANNI, tre anni, la vita degli attivisti di Bastacartelloni è stata risucchiata in questo incubo di prepotenza e illegalità camorrista.
    Io sono stanco, sfinito da una battaglia senza fine contro forze soverchianti.
    Anonimo delle 10.21 aspetto di vedere gli effetti del tuo frullino (maddeché..).
    Nessuno inonderà la DASE di e-mail di protesta..anzi no, i soliti 7-8 pazzi che da tre anni dedicano ore OGNI GIORNO a questa battaglia.
    Gli "spettatori" mi hanno rotto il cazzo quasi quanto i cartellonari.
    Scusate lo sfogo ma non è possibile assistere a questo patetico teatrino ogni giorno.

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    1. ma gli abitanti di quella zona, quelli che hanno le finestre che affacciavano su un albero e ora su un cartellone, ma che cazzo fanno? ma gli piace? ma non gli è venuta almeno la curiosità di vedere se in internet ci fosse qualche riferimento alla manifestazione fatta sotto le loro finestre? ognuno si fa i cazzi suoi? ma che razza di merde stanno diventando i romani?

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  8. ho fatto un sogno: io che segavo quello che resta dell'albero e con quello mi presentavo dalla DASE della minchia, facendogli intuire l'uso che mi sarebbe piaciuto fare del coso ma dal quale mi astenevo per motivi etici.
    Poi glielo lasciavo nel locale il tronco e se la cosa non gli stava bene che mi avessero pure denunciato, tanto la denuncia avrebbe fatto la stessa fine di quelle a carico del loro impianto di merda.
    ma nun lo posso fa', porca puttana, mo' nun lo posso fa' ... (credimi Fitz) magari tra qualche settimana, tanto quel coso non lo tocca nessuno.

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    1. Alfio vorrei tanto crederti
      ma non lo farai.
      Centinaia di persone come te hanno minacciato sfracelli e poi non hanno fatto un cazzo.
      Sono sempre le solite persone (le conosco una per una) che organizzano manifestazioni, scrivono articoli,scattano foto e le catalogano,scrivono post per i blog, contattano i giornalisti, fanno esposti e denunce,anche alla Procura, studiano le complicatissime normative, raccolgono 10.000 firme con uno sforzo titanico, mettono pressione ai politici, contattano la stampa e i media esteri, elaborano emendamenti al PRIP, discutono e preparano documenti di lotta antidegrado...INSOMMA UN LAVORO MOSTRUOSO E ORMAI SFIANCANTE.
      Ricordo l'appello con cui il nostro Francesco Fiori concludeva i suoi post: ARRUOLATEVI.
      Ma col cazzo che vi siete arruolati.
      Continuate a fare commenti incendiari e cui SEMPRE, SEMPRE non segue NESSUNA AZIONE.
      Con rispetto parlando dei "sogni" non sappiamo che farcene MENTRE LA FECCIA CARTELLONARA E I BANDITI DEL CAMPIDOGLIO CONTINUANO IMPERTERRITI A FARE CARNE DI PORCO DELLA CITTA'.

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  9. Che il sogno di Alfio diventi realtà! Mi piace troppo. Verrò con te alla Dase così il palo del cartellone se lo ficcano.......

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  10. No, dai, non ditemi che il cartello della Taffo è stato rimesso nell'aiuola da cui l'avevo tolto mesi fa?!?
    Allora questi sono scemi col botto!

    Il piccolo melo che ci avevo piantato non ha sopportato le angherie di qualche imbecille la cui madre, come ben sappiamo, è sempre incinta. Ma che dei bastardi pensino di poterci rimettere impunemente un cartellone laddove c'era un albero è una cosa che non sta né in cielo né in terra.
    Il tempo di organizzarmi. Mi ci vorrà un po', giacché il piccone l'avevo riposto da qualche parte, ma credo di poter dire che quell'impianto non vedrà l'alba del nuovo anno.
    Augh!

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  11. http://www.facebook.com/dase.it?fref=ts

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  12. se questa azienda cura i suoi clienti come ha tenuto a curare quell'albero...

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  13. Runner Villa Pamphili5 novembre 2012 19:16

    Questa azienda va sputtanata in tutti i modi possibili.
    Ad esempio nell'ambiente dei runners romani per i quali vendono plantari per la corsa.
    Dicono di occuparsi della salute altrui?
    Allora chiedessero scusa alla città e rescindessero il contratto con i banditi cartellonari della SAPI.
    Questa storia non finisce qui.
    Promesso.

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  14. Ecco la lettera spedita oggi alla DASE

    Buonasera,

    tempo fa ho fatto un esame baropodometrico con un vostro addetto presso l'Angolo dello Sport e mi ripromettevo di venire al più presto presso il vostro punto vendita di Circonvallazione Gianicolense per acquistare il plantare consigliatomi.

    Quasi per caso però sono venuto a conoscenza tramite internet della vicenda riguardante il cartellone pubblicitario illegale con la vostra pubblicità abbattuto il 31 luglio scorso dal consigliere De Luca del PD.

    Ho approfondito la questione e in effetti l'impianto violava le distanze minime dall'incrocio previste dal vigente Codice della Strada e per questo motivo era stato sanzionato dai Vigili del gruppo municipale e quindi doveva essere spostato ricollocandolo in una posizione consentita.

    Ma la cosa che mi ha colpito più di tutte è stato vedere il vero e proprio MASSACRO del povero ciliegio accanto al cartellone. Un vero scempio, intollerabile per qualsiasi cittadino degno di questo nome.

    Ho infatti visto su googlestreet che nel 2008 l'albero era in ottime condizioni, quindi qualcuno intenzionalmente deve averlo "capitozzato" per dare maggiore visibilità all'impianto pubblicitario.

    Pochi giorni fa, passando davanti al vostro negozio ho notato che l'impianto è stato reinstallato accanto al moncherino di quello che fu un albero.

    Errare è umano.

    Perseverare è diabolico.

    Se l'abbattimento del cartellone è stato un atto discutibile è sicuramente intollerabile l'insistenza della società proprietaria dell'impianto a reinstallarlo nella stessa posizione quasi a voler sfidare apertamente la legge e coloro che credono nella legalità.

    Non posso ovviamente non considerarvi complici in questo gesto dopo quello che accadde la scorsa estate.

    Non ho ovviamente le prove per indicare chi sia stato a distruggere l'albero ma trovo questa vicenda tipica del far-west delle regole in cui sembra essere precipitata la nostra città sempre più caratterizzata da abusi e prepotenze.

    Avete perso un cliente e parlerò a tutti gli sportivi che frequento di questa vergognosa storia.




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  15. Bravo, ben fatto. Io gli ho appena scritto un messaggio dal loro sito web.

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  16. appena spedito questo a info@dase.it:

    "http://www.bastacartelloni.it/2012/11/ciliegio-sulla-gianicolense-la.html?showComment=1352121134397#c616103805320550434

    se questa storia e' vera non solo non mi vedrete piu' nel vostro negozio ma nel prossimo futuro sara' mia cura farvi la massima pubblicita' negativa; e vi assicuro che per cio' sono in una posizione di assoluto vantaggio.
    Adriano"

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