lunedì 18 agosto 2014

Viale Jonio: dopo le nostre denunce, intervengono i Pics. Rimossi manifesti e cartelli abusivi, cancellati graffiti e scritte politicizzate. Ma la situazione, ancora drammatica, è ben rappresentata dalla bancarella ad angolo con Via Scarpanto (e dal degrado che la circonda)

In contemporanea con il nostro reportage su Viale Jonio ( e parte) avevamo denunciato ai Pics una parte delle affissioni abusive che avevamo incontrato sui muri, pali, alberi e arredo urbano della via.

Come per la segnalazione di Viale Colli Portuensi - i Pics hanno subito risposto e non si sono limitati a rimuovere le affissioni abusive, ma hanno effettuato un ampio intervento di cancellazione delle scritte politicizzate, graffiti e tags dai muri della zona tra Viale Jonio e Viale Tirreno.





Pochi giorni fa erano intervenuti per cancellare scritte antisemite e goliardiche.

Nonostante ciò, le condizioni del quartiere rimangono pessime. Colpa della quantità di scritte e delle affissioni illegali accumulate negli anni. Dell'abitudine e assuefazione generale al degrado. E della qualità infima del commercio ambulante che invade le strade di Montesacro (e di tutta Roma).

Un quadro demenziale ben riassunto da questa immagine:

Una bancarella di vestiti all'angolo con Via Scarpanto, posizionata sull'attraversamento pedonale, con l'inseparabile furgone sulla carreggiata e gli appendiabiti che occupano metà del marciapiede. E poi le scritte sui muri di marmo e i cartelloni che pure quelli non mancano mai!

Ora diteci, seriamente, in quale periferia di Parigi, Madrid, Berlino, Londra, si possono vedere scene di tale squallore.

2 commenti:

  1. I pics dimostrano ancora una volta di essere pronti ad intervenire e molto efficienti. Una rarità che Roma sfrutta poco. Basterebbe che i cittadini segnalassero le situazioni più gravi invece di voltarsi dall'altra parte per vivere in un luogo più decoroso. Grazie ai Pics

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    1. Associazione Bastacartelloni-Francesco Fiori21 agosto 2014 10:15

      Com'è vero che non si può delegare tutto alla politica, è anche vero che non si può delegare tutto ai cittadini: il controllo degli spazi pubblici, il monitoraggio delle strade e degli elementi che le compongono (muri, pali, arredo urbano) se veramente si crede nel valore educativo e nel volano economico generato da un ambiente decoroso, pulito e ordinato (vedi articolo di oggi su Barcellona) non può essere lasciato totalmente nelle mani della cittadinanza. Non è così da nessuna parte al mondo, tranne che da noi, dove - purtroppo - a causa dell'indifferenza generalizzata nei confronti del decoro, manca una programmazione delle attività di cura e tutela quotidiana degli spazi comuni. Manca la sensibilità dei cittadini, ma soprattutto la visione dei politici. Quella che faceva dire, nel Costituto senese del 1309 "chi governa deve avere a cuore massimamente la bellezza della città": oggi si parla solo di pulizia, o di decoro, termine che include questo concetto rivoluzionario, la bellezza, che sembra valido solo per quattro piazze del centro storico (e pure lì si molta fatica...) perché il resto della città, i quartieri semicentrali e periferici, non sono ritenuti degni di essere vissuti in maniera gradevole, anche dal punto di vista estetico.

      In tutto questo, si continua a fingere di non capire che senza il ruolo preminente delle istituzioni di prossimità (i municipi che oggi non hanno compiti specifici sul decoro), senza il coinvolgimento diretto e FORMALE, su base quotidiana, di cittadini, comitati e associazioni nella manutenzione dei beni comuni negli spazi edificati, con il riconoscimento ufficiale del loro status di volontari, non c'è possibilità che si diffonda una coscienza anche minima di decoro che servirà a creare nel futuro - una nuova consapevolezza che aiuterà - si spera - a migliorare le sorti della città.

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