lunedì 14 aprile 2014

Prip: la Commissione Commercio ha solo perso tempo e non ha approvato niente. Corsetti abbandona e passa la palla

Orlando Corsetti

Non stupisce il comunicato rilasciato da Orlando Corsetti venerdì scorso. "Ho illustrato all'assessore Leonori l'importante lavoro svolto dalla Commissione Commercio. Ora spetta a lei elaborare la proposta da portare in giunta".

Finalmente una parola chiara sullo sconclusionato iter di partecipazione che Corsetti volle avviare a ottobre scorso, con la scusa di ascoltare le associazioni cittadine e gli imprenditori. Un lungo tira e molla che si è concluso con un nulla di fatto. E sapete perché scriviamo "nulla di fatto"? Perché la commissione non ha approvato un bel niente. Non ha partorito la bozza di Prip che aveva promesso, né ha saputo valutare il contributo che associazioni come la nostra e Vas potevano portare.

Corsetti, infatti, non ha portato un documento definitivo in commissione. I consiglieri  non hanno espresso un voto a favore o contro. Sia alcuni membri della Commissione da noi consultati, sia l'ordine delle convocazioni pubblicato on line, dimostrano che nessuno ha votato un bel niente.

Allora Corsetti cosa ha portato alla Leonori? Fondamentalmente il suo scalpo. Ha ammesso, cioè, che fino ad oggi ha agito in eccesso di potere. Che non spettava a lui e alla commissione elaborare una proposta ed è stato costretto a passare la palla a chi ha per legge questo diritto/dovere, cioè l'assessore. Tutte le riunioni, le audizioni e perfino l'idea folle della sperimentazione sul territorio sono scoppiate come una bolla di sapone.

Ora resta l'amarezza della perdita di tempo, delle tante riunioni alle quali abbiamo partecipato, del lavoro che abbiamo cercato di svolgere, ma soprattutto sono stati altri 7 mesi gettati al vento. Un ritardo accumulato a causa delle divisioni interne al Pd che la città non doveva subire.



Riguardo le specifiche proposte che Corsetti avrebbe illustrato alla Leonori - secondo il suo comunicato - c'è l'abolizione dei cartelloni 4x3; la riduzione a 100mila mq della superficie espositiva e l'esclusiva presenza nella città storica di impianti di arredo urbano o di pubblica utilità. Tra tutte, quest'ultima proposta, sembra la più interessante. A prima vista non sembra farina del sacco di Corsetti, ma a noi interessa poco. Ciò che conta è che la città storica (che non è il solo centro storico, ma anche quartieri di pregio architettonico come l'Eur) sia tutelata al massimo: che in quel territorio vi siano impianti di arredo urbano (fermate di bus, toilette pubbliche, cestini per la raccolta differenziata, etc) che producano incassi pubblicitari ma che siano al servizio della città. La pubblicità, cioè, deve essere qualcosa di utile per tutti e non solo per alcuni imprenditori che troppo spesso vivono di abusi e illegalità.

Vedremo cosa produrrà l'assessorato. Noi ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare e portare il nostro apporto per cambiare una volta e per tutte il volto di Roma.

3 commenti:

  1. Post sacrosanto!
    ora in particolare dovreste raccontare alla Leonori il punto di vista delle associazioni.

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  2. TUTTE CHIACCHIERE15 aprile 2014 12:27

    chiedetevi perchè è stato permesso a Corsetti di far perdere altri 7 mesi di tempo.
    La Leonori ha sempre saputo cosa bolliva in pentola. MA......................
    Basta pensare ai caldarrostari che continuano a vendere oltre il termine del 31marzo.
    Basta pensare all'invasione dei venditori abusivi che umiliano il decoro e la bellezza di Roma.
    Basta pensare ai dementi della bomboletta che rivendicano orgogliosi le loro imprese su facebook (MILIONI DI EURO DI DANNI AI BENI PUBBLICI) e nessuno che li ferma
    Basta pensare alle bande organizzate di giovani rom in servizio permanente effettivo sulla metro che sbeffeggiano e sputano a chi cerca di fermarle....
    Uno scenario apocalittico di degrado, di prepotenza, di violenza.
    Ma ovviamente chi protesta e lotta senza risultato è un razzista, un frustrato, uno che "nun se fa una risata".
    VERGOGNOSO CENTROSINISTRA CHE HA CALPESTATO E TRADITO LE SOLITE RIDICOLE PROMESSE ELETTORALI.

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  3. Molto triste tutta questa storia. Puzza tanto di collusione da parte della politica con lobby economiche molto poco sane

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