giovedì 12 febbraio 2015

Roma Capitale diventa Roma. Anzi no......Rome! Perchè il logo della città eterna deve parlare inglese? Le perplessità di un lettore





Cari amici di Bastacartelloni,
so bene che la questione che voglio sottoporvi non riguarda direttamente i vostri scopi sociali, che peraltro portate avanti con ammirevole professionalità e passione. Ma a mio avviso essa rientra a pieno diritto nel decoro cittadino, inteso in senso lato, per cui anche voi vi battete ogni giorno.
Mi riferisco al nuovo logo presentato dalla giunta Comunale, quello con le palline colorate al posto della corona e, soprattutto, con la storpiatura del nome della nostra città, affiancato, in sovrappiù, da qualche termine inglese "che fa tanto fico".
Sull'utilizzo di termini inglesi in elementi distintivi della propria identità possiamo anche calare un velo pietoso, stante che anche il MIBACt, che in tanti altri casi sta dando mostra di tenere particolarmente al nostro patromonio culturale, è incorso nello scivolone del sito "
verybello.it" ed addirittura il nostro Parlamento ha dovuto occuparsi di un provvedimento chiamato "Job act"!?! (benché lo scimmiottare altre lingue a questi livelli istituzionali dà la misura della colonizzazione strisciante che stiamo subendo ed anzi incentivando da anni).
Quello che però non può essere accettato è lo storpiare il nome della città di Roma, un nome che lo stesso Sindaco ha riconosciuto essere il marchio distintivo che per tremila anni ha reso nota la città considerata Caput mundi. L'accettare il toponimo "Rome" per la nostra gloriosa città vuol dire screditarla dei secoli di storia che l'hanno resa prestigiosa, riducendola nel contempo a mero oggetto turistico da consumare al pari di migliaia di altri posti.




Roma è invece un luogo unico al mondo, dove millenni di storia si confondono con il presente di una capitale dell'occidente ancora rilevante nel panorama mondiale. E l'unicità del luogo non può non comprendere il suo nome, che solo dei poveri di spirito possono immaginare adattabile al potente di turno.
Come la prenderebbe il Sindaco se da oggi iniziassimo tutti a chiamarlo Ignazio Marine?
Perdonate lo sfogo ma il crescente degrado della nostra città passa anche da queste che appaiono come cose insignificanti. "I probblemi so' artri", dicono in tanti, senza comprendere che perdere la propria identità, di cui il nome è parte inscindibile, è probabilmente la madre di tanti di quei problemi.


Adriano

2 commenti:

  1. Concordo in toto.
    A me già quando mi chiamano Robert o Bob mi da un po' fastidio; ma quando mi storpiano il cognome metto mano alla pistola!
    E' mai possibile che ogni amministrazione ci caschi su una cosa così delicata come il nome della città? Con tutto il mare di altre cose a cui pensare poi ... mah.

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  2. Se non fosse in inglese non verrebbe il gioco di parole "Me & you". Neanche la grafica mi dispiace.
    Su questo tema mi sento molto romanaro
    Stefano

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