martedì 24 febbraio 2015

Lo sdegno un tanto al chilo per i fatti di Roma-Feyenoord. Condanniamo gli ultrà dell'Olanda e non diciamo nulla contro i vandali romani che devastano la città 365 giorni l'anno


Un dispositivo di sicurezza carente basato sulla "riduzione del danno", un'ordinanza antialcool valida solo per le birrerie e non per i minimarket né i camion bar del centro storico che vendono birra a tutte le ore, e comunque non applicata per i mancati controlli dei vigili - così dice il Prefetto di Roma - al quale si aggiungono i venditori di birra abusivi (anche questi lasciati tranquilli al loro posto) ed ecco che una mandria di facinorosi hooligans si trasforma in un esercito di vandali che assalta Piazza di Spagna e si accanisce contro la fontana della Barcaccia di Pietro Bernini, provocando scheggiature e danni irreparabili che un restauro a tempo di record non potrà mai sanare completamente.



Condanna politica unanime, sdegno dei cittadini che vanno in processione davanti alla Barcaccia, depositando un fiore, sfogandosi ai microfoni e ai taccuini dei giornalisti che chiedono un ricordo, un pensiero, una considerazione sullo scempio immane dei tifosi olandesi del Feyenoord.

Il sindaco Marino che pretende - non si sa bene in virtù di quale legge internazionale - il risarcimento dal governo olandese per i danni alla Barcaccia provocati da ultrà fiamminghi lasciati liberi di scorrazzare dalle forze dell'ordine italiane. Poi direziona giustamente le sue critiche verso la catena di comando della Pubblica Sicurezza che non ha funzionato. E comunque tv, web, radio, giornali saturi delle proteste dei romani contro i barbari olandesi. E fin qui, la cronaca di un'ondata di rabbia che investe Roma e l'Italia e da cui non siamo di certo immuni. Anzi, come tutti ci chiediamo in queste ore come sia stato possibile far entrare in piazza di Spagna decine di ultrà segnalati da tempo alle autorità italiane. Ma ormai, il danno è fatto. Sia materiale che simbolico.

E mentre si condanna la furia degli ultrà del Feyenoord ci viene spontanea una riflessione sull'autenticità di questo sentimento di orgoglio e di protezione del patrimonio artistico che i romani sembrano avere improvvisamente riscoperto. Chiedendoci innanzitutto il perché non si facciano manifestazioni contro chi, romano e italiano, distrugge e imbratta la città quotidianamente, provocando danni per milioni di euro, senza che nessuno gridi allo scandalo e faccia niente per assicurare i responsabili alla giustizia.

Parliamo dei vandali romani che danneggiano strutture e manufatti pubblici sotto l'occhio delle telecamere di sorveglianza ma non vengono mai arrestati. Parliamo, soprattutto, delle bande di "writers" che ricoprono da decenni ogni centimetro di spazio pubblico coi loro graffiti vandalici. Non risparmiando siti e luoghi storici, ponti, chiese, edifici pubblici ed infrastrutture devastate da graffiti e manifesti abusivi.



Non ci ricordiamo di manifestazioni di sdegno contro gli attacchini che tappezzano la città di manifesti, adesivi e cartelli abusivi. Né di marce popolari contro l'invasione di bancarelle e camion bar autorizzati che oscurano piazze e monumenti storici. Né si capisce il motivo per cui palazzi e monumenti del passato vadano tutelati e quelli del presente o del passato prossimo (anche del primo '900) vadano ignorati o disprezzati dal romano medio che s'indigna per i danni alla Barcaccia.



Quando leggiamo poi dei tifosi olandesi arrestati per aver divelto dei pali della segnaletica, ci vengono subito alla mente quei romani di ogni ceto e provenienza che staccano i paletti dissuasori dei percorsi pedonali per poter parcheggiare. A loro non viene mai torto un capello dalle forze dell'ordine, come mai?

Via dei Monti della Farina
Insomma ci viene il sospetto che questa rinnovata consapevolezza della propria identità storica sia dettata in parte da un sincero moto di ribellione verso un atto di barbarie così grave ai danni di un monumento che rappresenta la nostra identità culturale. Dall'altro, sia come uno slancio emotivo di difesa campanilistica del proprio territorio, al quale non si accompagnano gesti e comportamenti quotidiani in difesa del Bene Comune.

Perché chi ama l'arte, il patrimonio, la storia e la città, li ama sempre. Non solo quando ad attaccarli è lo straniero ma soprattutto quando il colpevole è il nostro vicino di casa, nostro figlio, il nostro collega. Altrimenti è solo ipocrisia.

Red LS

6 commenti:

  1. indignarsi una tantum per un fatto contingente (la cui colpa va fatte interamente ricadere sull'inettitudine delle forse dell'ordine nostrane a far rispettare qualsivoglia regola) è facile e gratis, mostrare senso civico continuativamente è difficile e costoso e soprattutto non gliene frega niente a nessuno

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  2. bravo wanderobo. Quoto al 100 per cento. L'articolo è sacrosanto

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  3. In realtà comportarsi secondo senso civico non dovrebbe essere né difficile né costoso ma per qualche strana ragione a Roma sembra sia così.
    Bisognerebbe ricominciare dalle scuole, prevedendo lezioni di educazione civica adeguate alle esigenze moderne (instillando l'amore per il decoro e la pulizia, educando sull'ineluttabilità di una corretta gestione del ciclo dei rifiuti, sul rispetto delle regole della convivenza civile), così che almeno nel giro di qualche anno potremmo sperare di avere un numero ben più consistente di buoni cittadini, invece che le percentuali da prefisso telefonico odierne.

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  4. Sentirsi indignati e offesi per lo sfregio alla nostra cultura, arte, storia quando sulla stessa cultura, arte e storia il 90% dei romani ci defeca sopra ogni volta che getta la sigaretta a terra, che parcheggia in seconda fila o sulle strisce, che appiccica il suo "VENDESI" ad un palo pubblico o che è indifferente a chi deturpa il bene comune.

    Quindi noi possiamo accettare tutta la merda fatta dagli italiani, ma se lo fanno gli olandesi è un affronto?

    Mi fa vomitare questo popolino italiota becero che non merita la meraviglia che è l'Italia e la sua storia.

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  5. Franco Quaranta24 febbraio 2015 21:23

    Forse vi sfugge che per la prima volta nella storia è stata lanciata VOLONTARIAMENTE una bomba carta contro un monumento rinascimentale. Non era mai accaduto. MAI.
    Non credo che l'ondata di sdegno (che tra l'altro ha coinvolto anche molti cittadini di altri paesi) possa essere etichettata come "campanilistica". Ci sono gesti che hanno una valenza simbolica di rottura. Auguriamoci che questa triste vicenda serva a far germogliare una nuova consapevolezza. Non ci credo molto, ma sperare...perchè no?

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  6. Il male si denuncia da se. Non è saggio perdere tempo a denunciarlo… ma affrettarsi a fare il bene!

    Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce !

    PS
    il problema e fare del bene, siamo cosi sicuri che zerocalcare abbia torto ?
    Avete letto l'articolo del corriere di oggi ? se fosse vero Marino non dovrebbe dimettersi, ma dovrebbe intervenire proprio la procura !

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